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Università, uno studente su quattro del Sud va negli atenei a Nord

Foto Ansa
3' di lettura

Secondo il rapporto Svimez, nell’anno accademico 2016-17, dei 685mila ragazzi meridionali iscritti a un corso di laurea, circa 175mila si sono spostati verso il settentrione o al Centro per studiare. E spesso il biglietto è di sola andata

Uno studente universitario su quattro, di quelli nati e cresciuti al Sud, emigra verso le regioni settentrionali per studiare e arrivare alla laurea. E spesso il biglietto è di sola andata, perché in pochi, a ciclo di studi concluso, torna a vivere nella terra d'origine. Il dato arriva dal rapporto Svimez, Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, che verrà presentato lunedì 25 giugno al Senato. Lo studio è dedicato ai flussi interni di quella che si può definire come una consistente “migrazione” accademica. 

I numeri della migrazione accademica

In termini quantitativi, dei 685 mila ragazzi meridionali iscritti a un corso di laurea nell'anno 2016-2017, sono circa 175mila quelli che hanno fatto la scelta di spostarsi dalla terra d'origine, per andare a studiare in un ateneo dell'Italia centrale e settentrionale. Quelli che invece hanno fatto la strada in senso inverso, spostandosi per studiare verso il Meridione, sono appena 18mila, nemmeno il 2%. È dunque consistente, con un trend in aumento, il trasferimento di giovani meridionali che vanno a studiare in università localizzate nelle regioni centro-settentrionali. (LA PUNTATA DI HASHTAG24 SUL CONFRONTO NORD-SUD)

Emigrazione studentesca causa perdita di circa 3 miliardi di euro l’anno

Lo studio della Svimez ha calcolato che l'emigrazione studentesca causi, in termini di impatto finanziario, una perdita complessiva annua di consumi pubblici e privati di circa 3 miliardi di euro. "È evidente che la perdita di una quota così rilevante di giovani ha, già di per sé, un effetto sfavorevole sull'offerta formativa delle università meridionali - rileva il direttore Svimez, Luca Bianchi -. Ben più gravi, tuttavia, sono le conseguenze sfavorevoli che derivano dalla circostanza che, alla fine del periodo di studio, la parte prevalente degli studenti emigrati non ritorna nelle regioni di origine, indebolendo le potenzialità di sviluppo dell'area attraverso il depauperamento del capitale umano". 

Le regioni più colpite sono Sicilia e Puglia

Le regioni meridionali con i maggiori flussi in uscita sono la Sicilia e la Puglia, con oltre 40mila giovani che vanno al Nord, ma è fuga anche da Basilicata, Calabria e Molise. In particolare, Svimez calcola che è di circa un miliardo annuo la minore spesa della Pubblica amministrazione nel Mezzogiorno dovuta alla iscrizione fuori circoscrizione degli studenti meridionali. Lo scorso anno - in base ai calcoli degli esperti della Svimez - il reddito aggregato meridionale è risultato inferiore di circa 0,4 punti percentuali a quello che si sarebbe avuto trattenendo sul territorio, a casa loro, le migliaia di studenti emigrati.

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