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Dazi, Draghi: mosse unilaterali sul commercio estero sono "pericolose"

Economia
Mario Draghi, presidente della Bce (Foto d'archivio Ansa)

Il presidente Bce definisce "più forte del previsto" la crescita dell'Eurozona. E sul voto del 4 marzo avverte: "Instabilità protratta nel tempo potrebbe minacciare fiducia" verso l'Italia. Intanto Mattarella si appella al "senso di responsabilità" delle forze politiche

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Azioni unilaterali sul commercio estero sono "pericolose". Così il presidente della Bce Mario Draghi commenta la spinta di Donald Trump ai dazi sull'importazione di acciaio e alluminio. "Se metti tariffe contro i tuoi alleati, ci si chiede 'chi sono i nemici?'", ha detto Draghi, definendo il protezionismo "pericoloso" perché "come minimo porta maggiore incertezza". Ma oltre a questo rischio c'è anche quello di una "massiccia deregulation" del settore finanziario che significherebbe ripetere l'errore che ha portato alla crisi finanziaria dieci anni fa. Interpellato dai giornalisti sull'esito delle elezioni politiche in Italia, il presidente della Bce ha affermato che non c'è stato uno scossone nei mercati, ma "un'instabilità protratta nel tempo potrebbe minacciare la fiducia" nei confronti del nostro Paese. Sull'economia nell’Eurozona Draghi ha poi dichiarato che "la crescita è forte e diffusa, più del previsto".

"Voto Italia? Nessuno scossone. Crescita eurozona forte"

Quanto accaduto dopo le elezioni in Italia "non suggerisce che i mercati abbiano reagito in un modo che minacci la fiducia", è accaduto "più o meno" quanto visto in altri Paesi, ha spiegato Draghi. E su possibili pulsioni anti-moneta unica, il presidente della Bce ha detto fermamente che "l'euro è irreversibile", rispondendo a una domanda che citava l'esito del voto italiano come segnale di un'affermazione di forze antieuropee. "Davvero non voglio commentare" l'esito delle elezioni, ha detto il presidente della Bce, che ha poi aggiunto: "Il rafforzamento dell'Unione monetaria ed economica resta una priorità". Draghi ha poi sottolineato la buona evoluzione dell'economia dell’'Eurozona: "I dati ci confermano la forte e diffusa spinta della crescita, attesa nel breve termine a tassi più forti del previsto". La Banca centrale europea ha alzato le stime di crescita per l'Eurozona al 2,4% dal 2,3% per il 2018, mantenendo l'1,9% atteso per il 2019 e l'1,7% per il 2020. La Bce ha mantenuto la sua stima sull'inflazione dell'eurozona a 1,4% per il 2018, ha limato all'1,4% quella per il 2019 dall'1,5% stimato in precedenza e mantenuto stabile all'1,7% quella per il 2020.

Cina: "Se sarà guerra commerciale daremo risposta necessaria"

Sui dazi che Trump spinge per introdurre, è intervenuto anche il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi. Secondo l’esponente del governo di Pechino, una guerra commerciale non è mai la giusta soluzione perché colpisce "sia il promotore sia il bersaglio in un mondo globalizzato". Nel caso il conflitto in questione dovesse maturare, "la Cina darà una giustificata e necessaria risposta. Noi speriamo che la Cina e gli Stati Uniti abbiano un dialogo calmo e costruttivo su basi paritarie e trovino una soluzione 'win-win'". Malgrado elementi di competizione, conclude Wang Yi, i legami tra Cina e Usa "sono definiti più di partnership che di rivalità".

NY Times: 11 Paesi verso accordo commerciale anti-dazi

Intanto undici Paesi potrebbero fare fronte comune contro i dazi di Donald Trump. A riportarlo è il New York Times, che riferische che tra di essi ci sono alcuni dei maggiori alleati degli Usa, pronti a firmare un accordo di libero scambio che potrebbe coprire 500 milioni di consumatori. L'intesa era stata proposta negli anni scorsi dagli Stati Uniti per fermare l'ascesa della Cina: ora invece gli Usa diventano il nuovo target di quella che era conosciuta come la Trans-Pacific Partnership (Ttp). L'accordo includerebbe, tra gli altri, Giappone, Canada, Australia, Messico, Vietnam, Nuova Zelanda, Cile, Malesia, Peru, Singapore e Brunei. Tutto questo in attesa di conoscere la decisione di Trump, definito da alcuni media Usa “impaziente” di firmare il provvedimento sui dazi. Il tycoon ha annunciato su Twitter un incontro alla Casa Bianca alle 15.30 (21.30 in Italia) sui dazi, promettendo flessibilità ai veri amici degli Usa. "Aspetto impazientemente l'incontro delle 3.30 pm oggi alla Casa Bianca. Dobbiamo proteggere e rafforzare la nostra industria dell'acciaio e dell'alluminio ", ha scritto.