Volkswagen, Die Welt: "Berlino sapeva". Ma il Ministero dei Trasporti smentisce

Economia

Sono 11 milioni le auto coinvolte. Anche l'Italia avvia un'indagine: il nostro ministero dei Trasporti e altri Paesi chiedono spiegazioni dopo lo scandalo sulla violazione dei controlli in Usa. Il giornale tedesco: "Governo a conoscenza della manipolazione". L'azienda accantona 6,5 mld di euro. L'ad Winterkorn: "Abbiamo tradito la fiducia di milioni di persone". Merkel: "Piena trasparenza"

Volkswagen è sempre più nell'occhio del ciclone. Dopo la rivelazione che il gruppo tedesco ha truccato i test sulle emissioni nocive negli Usa e il conseguente crollo in Borsa del titolo, arrivano ora le richieste di chiarimenti dalle autorità di tutto il mondo. Serve "piena trasparenza, spero che i fatti siano messi sul tavolo il più velocemente possibile", dice la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il caso sarà discusso al Bundestag giovedì, ma il ministro dei Trasporti ha già annunciato una commissione d'inchiesta. Negli Stati Uniti, dove gli esami sono stati falsificati, potrebbe partire un'inchiesta penale, mentre la Francia ha sollecitato un'inchiesta "a livello europeo" per fare luce su quanto accaduto. La Commissione Ue, però, chiede agli Stati membri di vigilare sui produttori perché, spiega, non ha il potere di aprire direttamente un'inchiesta su scala europea su eventuali frodi.

Ministeri italiani chiedono chiarimenti - Anche in Italia il ministero dei Trasporti ha avviato un'indagine interpellando sull'accaduto sia il Kba, Kraftfahrt-Bundesamt, soggetto terzo e maggiore omologatore delle auto in questione, sia l'azienda tedesca. In una nota, il ministero esprime "preoccupazione in merito all'accaduto” e si chiede "se le anomalie riscontrate possano riguardare anche veicoli omologati e commercializzati nel territorio dell'Unione". Anche il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha chiesto informazioni sulle vetture vendute nel mercato italiano.

 

Die Welt: "Berlino sapeva". Ma il ministero smentisce - Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco Die Welt, la manipolazione dei controlli era conosciuta dal Governo tedesco. La notizia, si evincerebbe da una risposta del ministro dei Trasporti tedesco ad una interrogazione parlamentare dei Verdi del 28 luglio scorso. Nella risposta il Governo tedesco sostiene che è "in corso il lavoro sull'ulteriore sviluppo del quadro normativo comunitario", con l'obiettivo di ridurre "le reali emissioni" dei veicoli. Il giornale afferma che il dispositivo che consente di ridurre le emissioni durante i test era conosciuto dal Governo tedesco, il quale sapeva che alcune marche usavano un software per aggirare i controlli. Ma il ministero dei Trasporti tedesco smentisce in una nota. "Non eravamo a conoscenza dell'utilizzo di una tecnologia sui controlli delle emissioni" assicurano.

 

Il gruppo si difende – L'amministratore delegato Martin Winterkorn ha chiesto "scusa per la cattiva condotta della compagnia. Sono infinitamente dispiaciuto perché abbiamo tradito la fiducia di milioni di persone". L'AD ha poi promesso "un chiarimento veloce e complessivo. Metteremo tutto sul tavolo, il più velocemente possibile e in modo trasparente". Il gruppo automobilistico ha provato a tranquillizzare l’Europa con una nota: i nuovi veicoli Euro6 diesel attualmente distribuiti nel Vecchio continente “sono conformi alle leggi e agli standard di inquinamento”, si legge. Ma le richieste di chiarimenti arrivano anche dal governo australiano, mentre la Corea del Sud ha convocato i vertici locali della Volkswagen per raccogliere informazioni sul caso.

11 milioni i veicoli coinvolti -
Intanto, la casa automobilistica tedesca accantonerà 6,5 miliardi di euro nel terzo trimestre per coprire i probabili costi relativi alla vicenda delle emissione taroccate. Secondo quanto riferito da Bloomberg, i veicoli Volkswagen con discrepanze nei motori diesel ammonterebbero a 11 milioni. Il gruppo di Wolfsburg ha ammesso, dopo un'indagine lunga un anno condotta dalle autorità americane, di aver applicato un particolare software che riduceva le emissioni nocive quando le automobili venivano testate in laboratorio, emissioni i cui livelli in strada erano poi più alti.

 

Nuovo crollo in Borsa - La notizia ha provocato lunedì un crollo del titolo Volkswagen. E un'altra debacle è arrivata anche martedì. Alla Borsa di Francoforte, a fine seduta, le azioni ordinarie hanno perso il 16,8% e le privilegiate il 19,8%. I titoli nelle ultime due sedute hanno perso un terzo del loro valore: la capitalizzazione complessiva bruciata ammonta a circa 24 miliardi di euro. Mercoledì è in programma il board straordinario dell'azienda, che nel frattempo è stata costretta a richiamare dagli Usa già 500mila vetture diesel. Secondo indiscrezioni del Tagesspiegel, liquidate dall’azienda come “sciocchezze”, l'ad Martin Winterkorn avrebbe perso la fiducia del consiglio e il suo successore sarebbe il capo della Porsche Matthias Mueller.

 

Economia: I più letti

[an error occurred while processing this directive]