Visco: sulla ripresa pesano i rischi di instabilità politica

Economia

Secondo il governatore di Bankitalia il clima di incertezza preoccupa gli investitori. Ma il calo della produzione dovrebbe fermarsi nei prossimi mesi. Intanto l'Istat taglia le stime del Pil per il secondo trimestre: -2,1 rispetto all'anno precedente

Le prospettive dell'economia migliorano ma per il governatore di Bankitalia Ignazio Visco "i rischi al ribasso di questo scenario sono accresciuti dalle preoccupazioni degli investitori per la possibile instabilità politica". Secondo il governatore, il calo della produzione dovrebbe fermarsi nei prossimi mesi. Inoltre, gli "episodi illeciti" che hanno colpito alcune banche italiane "sono rilevanti ma circoscritti". Parole che arrivano mentre l'Istat diffonde i dati del Pil nel secondo trimestre 2013: è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e del 2,1% nei confronti del secondo trimestre 2012. Un calo in termini tendenziali del 3,3% lo fa registrare anche la spesa delle famiglie.

"La chiave della ripresa è il completamento dell'Ue" -
In Europa "la ripresa è ora a portata di mano ma i rischi al ribasso restano significativi. Se vogliamo cogliere l'opportunità non possiamo rilassare i nostri sforzi", osserva Visco in un intervento in inglese tenuto al Ministero degli Affari esteri. "La chiave del successo sarà la determinazione condivisa a procedere verso un'Unione Europea a tutti gli effetti. Nello stadio attuale, la prova della nostra determinazione è la costruzione di un'Unione Bancaria efficace".

"Dall'Italia aiuti ai paesi in difficoltà per 60 miliardi" - Il governatore ha reso note anche le cifre degli aiuti che arriveranno nel 2014 dal nostro Paese ai partner in difficoltà: il contributo dell'Italia "salirà a più di 60 miliardi di euro. Tra il 2010 e il 2012 i paesi Ue hanno sborsato 280 milioni in prestiti ai partner in difficoltà, sia direttamente sia attraverso i nuovi strumenti (Efs e Esm). Il contributo dell'Italia è ammontato a 43 miliardi di euro, cifra che, secondo stime ufficiali, salirà a più di 60 miliardi nel 2014".

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