Fiat: un miliardo di investimenti per Mirafiori

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Marchionne presenta ai sindacati il piano per il rilancio dello stabilimento: "Produrrà auto di fascia alta e suv a marchio Alfa Romeo e Jeep fino a un totale di 250-280mila vetture l'anno". Fiom: "Aperti a trattativa, ma diciamo no al modello Pomigliano"

Il piano per il rilancio produttivo dello stabilimento Fiat Mirafiori a Torino produrrà vetture di fascia alta e suv a marchio Alfa Romeo e Jeep fino a più di 1.000 al giorno per un totale di 250-280.000 vetture l'anno.

E' il piano che l'ad Sergio Marchionne ha presentato all'incontro a Torino con i sindacati sul destino di Mirafiori e che prevede un investimento di oltre un miliardo di euro.
Il rilancio passerà per una joint-venture Chrysler-Fiat che porterà "a Torino una nuova piattaforma dagli Stati Uniti, per produrre automobili Suv di classe superiore per i marchi Jeep e Alfa Romeo".

Più della metà dei modelli prodotti a Mirafiori "è destinata a raggiungere i mercati di tutto il mondo, specialmente l'America", spiega una nota del Lingotto che sintetizza l'intervento di Marchionne.
"Realizzare i volumi previsti - ha detto l'ad del Lingotto ai sindacati - comporterà a Mirafiori la saturazione degli attuali addetti e aprirà anche la strada a una possibile crescita occupazione".

"In Italia ci troviamo in una situazione difficile, la nostra rete industriale (Fiat) è inefficiente e non è in grado, così com'è, di reggere il confronto con la concorrenza" ha spiegato Marchionne, precisando di non parlare "di competitor, cinesi o indiani, ma degli altri costruttori europei". In questo quadro,  "l'appello che vorrei fare a tutti voi - ha detto, rivolgendosi ai sindacati - è quello di tenere la politica fuori dalla porta e gli estremismi lontani dalla fabbrica, di lasciare le prove di forza ai deboli".

"Investimenti interessanti, l'idea della joint venture tra Chrsysler e Fiat va approfondita e diciamo sì a una trattativa senza pregiudiziali, ma se si vuole riprodurre il modello Pomigliano noi non siamo d'accordo" è il commento di Giorgio Airaudo, responsabile per la Fiom del settore auto, ai microfoni di SkyTG24 (guarda il video).

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