Telecom nel mirino dell’antitrust

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Ispezione dell'autorità garante per la concorrenza e il mercato nella sede dell'ex monopolista. Si indaga sull'ipotesi che la società abbia agito in maniera scorretta sui prezzi di accesso praticati agli operatori concorrenti

Questa mattina l'Antitrust ha eseguito un'ispezione nella sede di Telecom. Da quanto si apprende, l'Authority per la concorrenza potrebbe aprire un'istruttoria sull'ipotesi di abuso di posizione dominante (una pratica anticoncorrenziale non lecita), pratiche scorrette contro i concorrenti e "margin squeeze" (la scelta di prezzi d'accesso o di interconnessione, da parte dell'operatore dominante, che comprime i margini degli altri operatori).

Secondo quanto segnalato, Telecom avrebbe cercato di escludere i concorrenti attraverso due distinti comportamenti. Innanzitutto, ostacolando e ritardando in modo strumentale le attivazioni di servizi all`ingrosso richiesti dagli operatori concorrenti. In particolare Telecom avrebbe opposto motivazioni tecniche ingiustificate o pretestuose o non avrebbe adottato la sufficiente diligenza nella fornitura dei servizi fondamentali per le imprese concorrenti per accedere alla rete fisica e alla banda larga. Se confermato, il boicottaggio tecnico, operato attraverso un elevato numero di rifiuti di attivazione, avrebbe avuto effetto sui mercati al dettaglio dei servizi vocali e dei servizi di accesso voce ed internet, ostacolando sensibilmente gli operatori alternativi nell`offerta di servizi alla clientela finale, con evidenti ripercussioni negative anche per quest`ultima. Una quota rilevante di mancate attivazioni, rallentando e ostacolando il processo di attivazione del servizio, limita lo sviluppo degli OLO e arreca pregiudizio agli utenti finali.

In secondo luogo, attuando politiche di prezzo particolarmente aggressive nelle aree dove i concorrenti possono avere accesso alla rete attraverso l`unbundling (affitto dell`ultimo miglio), con sconti molto elevati rispetto ai prezzi praticati dalla stessa Telecom nelle aree meno esposte alla concorrenza, e comunque a prezzi inferiori ai costi sostenuti all`ingrosso dai concorrenti per l`unbundling. Secondo Wind e Fastweb, in questo modo Telecom potrebbe incamerare profitti nelle aree dove la concorrenza avviene solo attraverso altri servizi di accesso, per finanziare sconti alla clientela finale business non replicabili nelle zone dove i concorrenti possono operare attraverso l`unbundling.

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