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Pesce d'aprile, perché si chiama così e si festeggia in questo giorno?

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Giorno per antonomasia dedicato agli scherzi, sembra avere delle radici molto antiche, anche se non è certa la sua origine. La spiegazione più probabile è che abbia a che fare con il passaggio al calendario gregoriano nella seconda metà del XVI secolo

Il primo giorno di aprile è tradizionalmente dedicato agli scherzi. L'espressione che viene utilizzata per descrivere questa usanza è "Pesce d’aprile", ma non è chiaro perché ciò avvenga all’inizio di questo mese né tanto meno perché si faccia riferimento ai pesci. Negli anni sono state molteplici le spiegazioni che si sono susseguite, ma nessuna di queste ha raccolto l’unanimità dei consensi. Quel che è certo è che si tratta di una tradizione molto diffusa, soprattutto nel Vecchio continente dove, come spiega l’Enciclopedia Treccani, le "burle consistono in false e ridicole commissioni o in richieste di oggetti impossibili, chimerici e inesistenti, quali la corda del vento (Portogallo), il lievito per le salsicce (Francia), la neve disseccata (Germania), il rasoio per tosare le uova (Belgio) e la pietra per affilare i capelli (Andorra)".  

L’avvento del calendario gregoriano

La spiegazione più probabile sul perché si festeggi il primo di aprile porta alla seconda metà del 1500 e sarebbe legata a una tradizione francese. Nel Paese, infatti, nel XVI secolo, il calendario prevedeva i festeggiamenti per il nuovo anno tra il 25 marzo e il primo aprile. Per l’occasione venivano organizzati banchetti, brindisi e ci si scambiava dei doni. Nel 1582, però, entrò in vigore il calendario gregoriano che spostava l’inizio dell’anno al primo gennaio. Così, negli anni successivi, chi continuava a festeggiare il primo aprile, rispettando la vecchia tradizione, veniva preso in giro.

Perché pesce d’aprile?

Per prima cosa bisogna sapere che la ricorrenza ha a che fare con i "pesci" solo in Italia e in Francia (dove si parla di "poisson d’avril") mentre ad esempio nella tradizione anglosassone si fa riferimento agli "sciocchi di aprile". Per spiegare questa usanza in molti ipotizzano che si siano utilizzati i pesci per dare corpo all’ingenuità con la quale si crede ad uno scherzo, proprio come questi animali abboccano l’amo. A tal proposito, secondo la tradizione fiorentina, questo nome sarebbe dovuto all’usanza di mandare il primo d'aprile ignare vittime a comprare, in una particolare piazza, del pesce che però era solo disegnato sui muri. Per altri infine si sarebbe scelta questa espressione per celebrare l’uscita del Sole dalla costellazione dei Pesci, che di fatto segna la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Per festeggiare la stagione della rinascita

Proprio quest’ultima spiegazione troverebbe delle conferme in antiche usanze. Molte civiltà antiche, infatti, in questo periodo dell’anno tenevano riti o feste per celebrare la rinascita della Natura dopo la stagione invernale. Nella tradizione indiana, per esempio, la fine del mese di marzo coincide con la festa di Holi, che rappresenta un vero e proprio rito di passaggio. Nella Roma antica, invece, la fine di marzo era dedicata alle feste primaverili di Hilaria, che si concludevano con le celebrazioni, dal marcato carattere orgiastico, per la resurrezione del dio Attis.

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