Il tribunale rigetta il ricorso di Ranucci per il reintegro a Report

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La decisione della Rai era arrivata a fine agosto, oggi è arrivata la scelta del tribunale del lavoro di Roma in merito al ricorso. "Accetto serenamente questa sentenza", ha detto all'agenzia Ansa il giornalista

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Il Tribunale del Lavoro di Roma ha rigettato il ricorso urgente presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione del programma "Report" decisa dalla Rai a fine agosto. 

La motivazione

La decisione della Rai “di procedere a una riorganizzazione della redazione, con avvicendamento autorale e di conduzione, appare, a un esame sommario e per i rilievi svolti, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e adottata quale mezzo di risoluzione della situazione di tensione interna creatasi tra i membri della redazione e, come tale, strumento di tutela del sereno operare di questa nel rispetto della normativa di legge”. È  quanto ha segnalato il giudice del lavoro del Tribunale di Roma, Donatella Casari, nell’ordinanza con cui ha rigettato il ricorso urgente presentato da Ranucci.

Ranucci: "Accetto serenamente la sentenza"

"Che io rispetti la sentenza del giudice è ovvio: mi sono sempre battuto per l'indipendenza della magistratura e battersi per un valore del genere non significa togliersi la maglietta quando non ti fa comodo per poi rimetterla all'occorrenza. Quindi ne prendiamo atto: è una decisione che ha abbracciato l'idea secondo cui il clamore mediatico può arrivare a far sostituire un conduttore con una redazione che ha subito delle pressioni e che, di conseguenza, non vi sia la prova che i dirigenti Rai abbiano subito un'influenza diretta da parte della politica. Accetto serenamente questa sentenza". Lo ha detto all'Agenzia Ansa Sigfrido Ranucci. 

Il commento dei legali

"Prendiamo atto della decisione del tribunale di Roma, che rispettiamo ma che non condividiamo. La decisione cautelare non esaurisce una vicenda che pone questioni centrali sul rapporto tra potere organizzativo, autonomia professionale e liberta' dell'informazione nel servizio pubblico. Valuteremo il provvedimento e le ulteriori iniziative da assumere nelle sedi competenti. Le decisioni dei giudici si rispettano. Le battaglie di principio, quando si ritengono giuste, si continuano". Questo il commento degli avvocati Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita, difensori dello stesso. Ranucci. 

Le proposte

Al giornalista erano state sottoposte tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, "coerenti con il suo grado e con l'esperienza maturata in Rai" (LE TAPPE DEL CASO LAVITOLA-RANUCCI). Roberto De Vita, legale di Ranucci, aveva commentato: "La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l'indipendenza dell'informazione pubblica". Ranucci, in un post sui social, aveva replicato: "Non condurrò Report ma condurrò la più importante battaglia della mia vita per la libertà di stampa". 

La sospensione decisa dalla Rai

Solamente alcuni giorni fa la Rai aveva deciso, per Ranucci, una sospensione di dieci giorni dal lavoro e dalla retribuzione. Alla base della decisione di Viale Mazzini ci sarebbero state quattro contestazioni disciplinari: una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni, già sindacalista Cisl e vicina a Ranucci, nelle sedi della Rai; la pubblicazione di alcune conversazioni private con il parlamentare M5s Dario Carotenuto; diverse mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola; la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati in un primo momento per succedere a Ranucci alla guida di Report. Presutti ha poi dato forfait, al suo posto il nuovo volto del programma - previsto in palinsesto dall'8 novembre - sarà Claudia Di Pasquale. 

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