Attentato di Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere. "Non è in pericolo di vita"

Cronaca

Il 31enne è stato ricoverato in ospedale dopo aver ingerito dei farmaci. Il 16 maggio si lanciò con la sua auto sulla folla investendo otto persone (di cui una è poi morta). Il 2 ottobre è apparso per la prima volta davanti ad alcune di loro, per l'udienza con cui i giudici modenesi hanno accertato la sua capacità di intendere e di volere

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Salim El Koudri, il 31enne che il 16 maggio ha investito otto persone in centro a Modena, di cui una sarebbe poi morta in seguito, ha tentato il suicidio in carcere ingerendo alcuni farmaci. Portato in ospedale, non sarebbe in pericolo di vita. Solo pochi giorni fa, il 2 ottobre, era comparso per la prima volta davanti ad alcune delle sue vittime al Tribunale di Modena, per la discussione della perizia psichiatrica che ha accertato la sua capacità di intendere e volere. Dovrà rispondere del reato di strage.

Garante per i detenuti: "Ogni 33 ore in Emilia-Romagna un detenuto tenta di uccidersi"

Il Garante per i detenuti dell'Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, sottolinea come "ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi", ma si parla dell'episodio di El Koudri soltanto perché in questo caso "il detenuto è conosciuto". Chiede dunque di "riconoscere loro il diritto di essere considerati ancora umani, sostenendoli nei momenti di disperazione", che "nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime".

La perizia psichiatrica di El Koudri

La difesa di El Koudri puntava sulla dichiarazione di incapacità di intendere e di volere, anche perché in precedenza era stato in cura in un centro di salute mentale. La perizia psichiatrica ha invece assodato che, al momento dei fatti, era pienamente capace di intende e di volere: non aveva nessuna infermità psichica idonea a determinare un vizio totale o parziale di mente. "La condotta illecita non costituisce espressione sintomatologica di un disturbo mentale, bensì l'esito di un agito motivato da frustrazione, rancore e finalità rivendicativo dimostrative, attuato con lucidità operativa e autodeterminazione conservata", secondo i periti. Tra i problemi di salute mentale di El Koudri e la sua azione non ci sarebbe alcun nesso. I periti segnalano poi nell'indagato "tratti di evitamento sociale, marcata insicurezza, rigidità di pensiero a impronta paranoide", che però sarebbero sotto soglia rispetto ai criteri per i disturbi mentali.

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