Il dolore della famiglia di Salim El Koudri si intreccia allo sgomento per quanto accaduto sabato nel centro di Modena, dove il trentunenne ha travolto volontariamente alcune persone in auto, ferendone diverse, per poi fuggire e accoltellare un passante intervenuto per fermarlo.
In un messaggio audio, la sorella spiega che "è difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. È che ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta. Non esiste una parola giusta che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia vissuto e assistito all'incubo di sabato".
Restano ancora oscuri i motivi del gesto: gli inquirenti hanno escluso la pista terroristica e il gip ha ritenuto El Koudri capace di intendere e volere al momento dei fatti, confermando il carcere. I parenti, chiusi da giorni in casa, affidano la loro difesa all’avvocato Fausto Gianelli e raccontano di non aver mai immaginato un epilogo simile.
"Era studente e figlio perfetto. Siamo cresciuti insieme, abbiamo vissuto insieme. Non abbiamo mai avuto problemi con i vicini, con qualunque persona incontrata nella nostra vita. Stavamo bene, non capisco cosa sia successo, non riesco a capire", ha detto ancora, piangendo, la sorella
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