L'indagine dei carabinieri è partita dalla denuncia di un correntista nel luglio 2024 e si è avvalsa del supporto di consulenti tecnici specializzati nel contrasto al cybercrime
La Procura di Bari ha chiuso le indagini su un ex dipendente dell'istituto di credito Intesa Sanpaolo, già addetto alla sede Agribusiness di Bisceglie e licenziato nell'agosto 2024, che per anni - sfruttando le proprie credenziali - avrebbe monitorato in maniera "occulta, sistematica e prolungata" i dati sensibili e finanziari di 3.572 clienti. Tra le vittime di questo "spionaggio patrimoniale" figurano il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio Maria La Russa e il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
Le indagini
Un avviso di conclusione delle indagini preliminari con invito a presentarsi per rendere interrogatorio, è stato notificato, dal procuratore della Repubblica di Bari Roberto Rossi e dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Bruna Manganelli, a Vincenzo Coviello, 54 anni, di Bitonto, nel barese, dipendente della Banca Intesa-San Paolo, filiale Agribusiness di Barletta (sede distaccata di Bisceglie), nella Bat, con le ipotesi di accusa, tra le altre, di accesso abusivo a un sistema informatico, continuato e aggravato, accesso abusivo ai dati finanziari di numerose istituzioni poste a fondamento della Repubblica.
I fatti si sarebbero verificati in modo più intenso dal 2018 al 2023 (in un caso nel 2011). Il bancario si sarebbe procurato notizie che, nell'interesse della sicurezza dello Stato, o comunque nell'interesse politico, interno o internazionale dello Stato, dovevano rimanere segrete. Dalle indagini è emerso che in 460 giornate, tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024, Coviello avrebbe effettuato un totale di 6.573 accessi e interrogazioni abusive sui rapporti bancari di 3.541 clienti di 685 filiali di Intesa San Paolo. Tra le contestazioni a suo carico anche la rivelazione di segreto d'ufficio continuata e l'abuso di potere nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio e trattamento illecito di dati personali continuato, in assenza di alcuna legittima finalità aziendale o base giuridica e al fine di trarre per sè o per altri un profitto o recare un danno ad altri.
L'indagine dei carabinieri era partita dalla denuncia di un correntista nel luglio 2024 e si è avvalsa del supporto di consulenti tecnici specializzati nel contrasto al cybercrime. Sono stati acquisiti e analizzati i log di sistema e dei tracciati informatici dell'istituto di credito, dati che hanno permesso agli inquirenti di ricostruire nel dettaglio l'intricata rete delle intrusioni.