A dieci anni dal sisma, riapre il "Cappellone" di Tolentino nelle Marche

Cronaca
Roberto Tallei

Roberto Tallei

Considerata "la Sistina delle Marche", si tratta di uno dei cicli di affreschi più estesi e meglio conservati del Trecento italiano. Dopo un decennio, torna a essere visitabile nel giorno del Santo da cui prende il nome

ascolta articolo

A dieci anni dalla serie di terremoti che nel 2016 devastarono il Centro Italia, torna visitabile uno dei cicli di affreschi più estesi e meglio conservati del Trecento italiano. Siamo a Tolentino, in provincia di Macerata, dove dopo un lungo intervento di consolidamento e restauro è stato restituito a fedeli e visitatori il Cappellone di San Nicola, nell'omonima basilica.

Un capolavoro del Trecento sconosciuto ai più

Il Cappellone prende il nome dal Santo, Nicola da Tolentino, nato a Sant'Angelo in Pontano nel 1245 e morto nella città marchigiana nel 1305. L'ambiente, in origine sala del capitolo del convento agostiniano, custodisce un grande ciclo di affreschi di scuola giottesco-riminese realizzato nel terzo decennio del Trecento: secondo le più recenti attribuzioni critiche, l'opera è da ricondurre a maestranze riminesi guidate da Pietro da Rimini.

Non è un caso che il vescovo di Macerata e Tolentino, Nazzareno Marconi, lo definisca "la Sistina delle Marche del Trecento": la decorazione ricopre l'intera volta a crociera e le pareti, intrecciando le storie della Vergine, di Cristo e di San Nicola in un unico racconto per immagini, con la Crocifissione collocata sopra l'altare. Al centro della cappella si trova inoltre l'arca lapidea quattrocentesca — commissionata nel 1474 — sormontata dalla statua policroma del Santo, opera legata allo scultore fiesolano Francesco di Simone Ferrucci.

Si tratta di uno dei complessi pittorici trecenteschi più vasti e meglio conservati in Italia, rimasto per un decennio inaccessibile e quindi sostanzialmente sottratto alla conoscenza pubblica.

Vedi anche

Sisma 2016, a 10 anni dal terremoto tra rinascita e attesa

Il Cappellone di Tolentino

I lavori: cosa è stato fatto

Il terremoto del 2016 aveva danneggiato diversi ambienti della Basilica, comprese le cappelle laterali. L'intervento complessivo sull'edificio (circa 4,5 milioni di euro, finanziati con i fondi della ricostruzione sisma 2016) ha già riguardato facciata, campanile, copertura e la Cappella del Santissimo Sacramento; è ora in fase di completamento anche l'abside. Il cantiere complessivo sulla basilica è stato avviato nell'aprile 2024. L'intervento sul Cappellone ha riguardato nello specifico l'apparato pittorico: rimozione degli inserti protettivi temporanei, consolidamento dei distacchi e recupero della leggibilità cromatica originale. La copertura dell'ambiente, in particolare, non è stata interessata dai lavori.

La riapertura è avvenuta il 10 settembre, giorno in cui si celebra la festa del Santo, con una cerimonia a cui hanno preso parte il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e le altre autorità civili e religiose del territorio. "Quella di oggi è una bella giornata perché, proprio nella ricorrenza di San Nicola, restituiamo alla comunità un luogo dal profondo valore simbolico e spirituale", ha detto Acquaroli, sottolineando come la ricostruzione resti "un dovere, una sfida costante e una responsabilità" a dieci anni dal sisma.

"Una casa può essere ricostruita; un'opera d'arte, se perduta, non può essere replicata", ha commentato Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, sottolineando come il cantiere di Tolentino dimostri la capacità dell'Appennino centrale di diventare un laboratorio di competenze nel restauro, tra ricerca scientifica e tradizione artigianale.

Leggi anche

Terremoto Centro Italia, 10 anni fa il sisma. Prosegue ricostruzione

Il Cappellone di Tolentino

Un simbolo oltre i confini locali

Tolentino è il secondo Comune del cratere sismico, dopo Amatrice, per entità economica del danno subito: una stima che colloca la ricostruzione della città marchigiana tra le partite più rilevanti dell'intero dopo-sisma. Il recupero del Cappellone, in un'area ad altissima densità di patrimonio

artistico colpita dal terremoto, riporta l'attenzione nazionale su un processo di ricostruzione che, con tutti i suoi cantieri in corso o in progetto, resta tra le più delicate ancora aperte.

Potrebbe interessarti

Dieci anni dopo il sisma: il viaggio tra i ragazzi

Cronaca: i più letti