Electrolux, lavoratori in sciopero a Porcia contro licenziamenti e piano aziendale

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I dipendenti dell'azienda hanno aderito all'astensione per ribadire di essere contrari al piano aziendale rivisto. Il piano prevede ora 1.454 esuberi rispetto ai 1.719 iniziali, confermando anche la chiusura di Cerreto Desi e il trasferimento di prodotti in altri Paesi, con ridimensionamento d'organico a Porcia, Susegana, Forlì e Solaro

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Sciopero allo stabilimento Electrolux di Porcia, in provincia di Pordenone. I dipendenti dell'azienda hanno aderito all'astensione per ribadire di essere contrari al piano aziendale rivisto dalla multinazionale svedese. Secondo i lavoratori, Electrolux "ha solo diminuito gli esuberi annunciati in aprile senza cambiare la propria strategia". Il piano prevede ora 1.454 esuberi rispetto ai 1.719 iniziali, confermando anche la chiusura di Cerreto Desi (Ancona) e il trasferimento di prodotti in altri Paesi, con ridimensionamento d'organico, oltre a Porcia, anche a Susegana (Treviso), Forlì e Solaro (Milano). L'azienda ha anche richiesto un incremento produttivo, con l'obiettivo di raggiungere 140 pezzi l'ora, e una fase intermedia a 115 per Porcia. I lavoratori ritengono questo aumento dei carichi "insostenibile".

Urso: "Preservare gli stabilimenti e l'occupazione"

Sulla questione Electrolux è intervenuto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, confrontandosi con i presidenti delle Regioni coinvolte nella vertenza. “È importante la piena condivisione con le Regioni sulla strategia e sugli obiettivi da perseguire, perché ci rafforza nel confronto con l'azienda, giunto ora a una fase decisiva”, ha dichiarato Urso, ribadendo “la volontà di preservare gli stabilimenti e l'occupazione e pretendiamo dall'azienda un piano di rilancio credibile, fondato su investimenti e su una produzione sostenibile nel tempo”. Poi ha aggiunto: “Come previsto, riuniremo il tavolo nazionale dopo il Consiglio Competitività del 24 settembre, nel quale solleciteremo l'adozione dei provvedimenti europei indicati nel nostro non paper promosso insieme a Francia, Germania e Polonia. Noi non molliamo”.

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