Antoniano, oltre 586mila euro di valore sociale restituito nel 2025 alla comunità

Cronaca

Dal cinema ai laboratori interculturali, passando per la musica, il teatro e le visite ai musei: il bilancio sociale di Antoniano racconta come la cultura possa diventare uno strumento concreto di inclusione sociale, integrando accoglienza e welfare culturale

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Dal cinema ai laboratori interculturali, passando per la musica, il teatro e le visite ai musei: il bilancio sociale di Antoniano racconta come la cultura possa diventare uno strumento concreto di inclusione sociale, integrando accoglienza e welfare culturale. L'urgenza materiale rimane però una priorità: nel 2025, la mensa "Padre Ernesto" ha servito, solo a pranzo, 94.462 pasti a 2.905 beneficiari, ma l’assistenza di Antoniano non si limita al "pane". Ai servizi di ascolto, orientamento e accoglienza, che accompagnano le persone nei percorsi di inclusione sociale, si affiancano laboratori di integrazione interculturale, il cineforum Cinemensa e attività teatrali, trasformando così l’Antoniano in una vera e propria 'piazza' di cittadinanza attiva, dove la cultura diventa accessibile.  I numeri di quest'anno evidenziano inoltre un dato molto significativo: oltre 586mila euro di valore economico restituito alla comunità (+73,5% in tre anni) grazie all'impegno di oltre 638 volontari e quasi 40 mila ore di servizio prestato.
 

Questo approccio risponde direttamente a una sfida cruciale: affinché le pratiche di welfare culturale possano entrare stabilmente nei percorsi di inclusione e benessere delle persone e non rimanere esperienze isolate, occorrono luoghi fisici permanenti di welfare comunitario, integrati nei piani locali per la salute e nel tessuto dei servizi pubblici. In questa visione si inseriscono anche i lavori di ristrutturazione del cinema Teatro Antoniano, sostenuti anche dal Pnrr, destinato a diventare un centro culturale contemporaneo e polifunzionale capace di integrare stabilmente attività educative, sociali e artistiche in un unico spazio aperto alla comunità.

 

"La fraternità disarmata - dichiara fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano - non è un concetto astratto, ma la scelta quotidiana di accogliere l'altro spogliandoci di ogni pregiudizio, riconoscendo che la dignità umana va difesa ben oltre il soddisfacimento dei bisogni primari. Assicurare un pasto è l'inizio, ma è attraverso la condivisione della bellezza, dell'arte e della cultura che offriamo alle persone gli strumenti per riscoprire se stesse. Il nostro welfare è 'abilitante' perché promuove una struttura capace di accogliere tutti, costruendo ponti verso il futuro e offrendo reali percorsi di reinserimento e cittadinanza attiva”.

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