Trovato il corpo del 22enne precipitato dalla ferrata del Vajo Scuro

Cronaca
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Di Andrea Mamaliga, 22 anni, non si avevano più notizie da sabato. Secondo una prima ricostruzione delle forze dell'ordine, il giovane sarebbe scivolato e caduto nel vuoto per oltre 200 metri, morendo sul colpo, pochissimo tempo dopo aver iniziato l'ascesa. Lorefice. 

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Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche di Andrea Mamaliga, il ragazzo di soli 22 anni di cui non si avevano più notizie da sabato scorso. Il suo corpo privo di vita è stato individuato nel primo pomeriggio di ieri lungo l'impervia via ferrata del Vajo Scuro, sulle Piccole Dolomiti, nel Gruppo del Fumante. Secondo una prima ricostruzione delle forze dell'ordine, il giovane sarebbe scivolato e caduto nel vuoto per oltre 200 metri, morendo sul colpo, pochissimo tempo dopo aver iniziato l'ascesa. Residente a Saonara, in provincia di Padova, Andrea era un ragazzo brillante: nonostante la giovane età, si era già laureato in ingegneria. Accanto allo studio, la sua grandissima passione erano le arti marziali. Atleta d'élite della Taekwondo Saonara, nel 2024 era stato selezionato come componente della Nazionale Italiana, coronando il sogno di rappresentare il proprio Paese nello sport che amava fin da bambino.

Il weekend in solitaria e il silenzio

La cronaca di questa tragedia comincia sabato mattina, quando Andrea decide di concedersi un weekend tra le montagne vicentine. Il programma era chiaro ed era stato condiviso con i familiari: salire la celebre ferrata del Vajo Scuro per poi trascorrere la notte in quota presso un rifugio della zona. Sabato sera, però, il telefono del 22enne squilla a vuoto. Domenica, con il prolungarsi del silenzio e il mancato rientro a casa, la preoccupazione tra i parenti si è trasformata in angoscia. Da qui, la dolorosa ma inevitabile decisione di lanciare l'allarme alle autorità competenti.

L'auto al Battisti e la maxi-macchina dei soccorsi

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente con il coordinamento della prefettura e del Soccorso Alpino. Il primo fondamentale tassello è stato il ritrovamento dell'automobile di Andrea, rinvenuta ancora regolarmente parcheggiata nei pressi del Rifugio Cesare Battisti, alla base dei sentieri che conducono al Gruppo del Fumante. Da quel momento, l'area delle ricerche si è ristretta drasticamente. Sul campo sono scese in forze le squadre del Soccorso Alpino delle stazioni di Recoaro-Valdagno, Schio e Arsiero, supportate dai soccorritori della Guardia di Finanza. Per perlustrare i canaloni più impervi e i costoni rocciosi dall'alto, è stato fatto levare in volo un elicottero della Guardia di Finanza proveniente da Venezia, un mezzo speciale dotato del sofisticato dispositivo "IMSI Catcher", capace di intercettare il segnale dei telefoni cellulari anche in assenza di copertura di rete o con apparecchi sepolti. A terra, le operazioni sono state coadiuvate incessantemente dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri della compagnia locale.

La svolta con la chiamata di un escursionista

Le ricerche, andate avanti per ore in condizioni ambientali non semplici, hanno subìto una svolta decisiva nel primo pomeriggio di ieri grazie alla testimonianza spontanea di un altro frequentatore della montagna. L'uomo ha contattato i soccorritori spiegando che, proprio mentre stava affrontando la ferrata del Vajo Scuro, si era imbattuto in alcuni oggetti personali (tra cui attrezzatura da montagna) lasciati lungo il percorso. Pensando inizialmente che si trattasse di materiale abbandonato da qualche precedente visitatore, li aveva raccolti e portati via con sé. Solo una volta tornato a valle, apprendendo dai media e dai social la notizia del giovane escursionista disperso, ha ricollegato i fatti e ha chiamato immediatamente il numero di emergenza per segnalare la posizione esatta del ritrovamento.

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