16enne picchia la madre e chiama il 112, la donna muore in ospedale

Cronaca
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È accaduto domenica pomeriggio nella periferia Est della Capitale, nel palazzo dove la vittima, una donna di 50 anni, viveva con il figlio da circa tre anni. È stato lo stesso ragazzo, appena sedicenne, a chiamare il 112 e a confessare l'aggressione. La madre, soccorsa ancora viva, è morta poche ore dopo in ospedale. Il minore, con precedenti problemi psichici, è stato arrestato

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Ha chiamato il 112 e ha confessato tutto: "Ho aggredito mia madre". Un ragazzo romano di sedici anni appena compiuti ha raccontato agli agenti di aver picchiato la madre, una donna di 50 anni, fino a ucciderla. È successo domenica pomeriggio a Roma, nella periferia orientale della città, nel palazzo dove vivevano insieme da circa tre anni. La donna, soccorsa ancora viva, è morta poche ore dopo in ospedale. Il giovane è stato arrestato.

La telefonata e la confessione

L'allarme è partito nel primo pomeriggio di domenica. Al telefono con le forze dell'ordine, il ragazzo ha ammesso di aver colpito la madre. Quando gli agenti sono arrivati sul posto lo hanno trovato seduto all'esterno dell'edificio, con la maglietta ancora sporca di sangue. Al primo piano, nell'abitazione, c'era la donna ferita dalle percosse: respirava ancora. Trasportata in condizioni gravissime al policlinico di Tor Vergata, è deceduta dopo poche ore per le lesioni riportate.

Una convivenza senza segnali negativi apparenti

Madre e figlio abitavano nel palazzo da circa tre anni. In quel periodo nessuno avrebbe sospettato tensioni tra i due, nemmeno il giorno del delitto: i vicini non avrebbero sentito urla né richieste d'aiuto, in un pomeriggio caldissimo di fine agosto. La donna svolgeva diversi lavori, tra cui la badante e la dog sitter. Il padre del ragazzo se n'era andato da tempo.

I precedenti problemi psichici e la chiamata del giorno prima

Il sedicenne aveva già avuto in passato disturbi di natura psichica. Dopo l'arresto è stato ricoverato nel reparto di psichiatria dell'Umberto I e poi trasferito in un centro di prima accoglienza. Secondo quanto emerso, il giorno precedente all'aggressione aveva già contattato il 112, sostenendo che la madre gli avesse fatto bere alcolici: una circostanza che gli esami ospedalieri non hanno però confermato. Saranno le indagini a ricostruire la dinamica dell'aggressione. Il ragazzo sarà ascoltato di nuovo dagli inquirenti, alla presenza di psicologi.

Il caso di Tito, una settimana prima

Poco più di una settimana fa la cronaca aveva registrato un dramma analogo, anch'esso maturato in un contesto difficile, in provincia di Potenza, a Tito. Vittima Maria Vittoria Carbone, 57 anni, uccisa dal figlio dopo una discussione nata per futili motivi e degenerata in un'aggressione, con colpi al volto e alla testa. Come il sedicenne di Roma, è stato lo stesso figlio, Giampiero Santamaria, 31 anni, a confessare. Il giovane, in condizione di disagio psichico, era stato seguito per un periodo dai servizi sociali del comune di residenza e poi preso in carico dal Centro di salute mentale di Potenza, con il sostegno principale del padre.

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