In Lombardia primo caso di suicidio assistito gestito interamente dalla Sanità regionale

Cronaca
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Domenico Zuccarella, 59enne brianzolo, era affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva ed è morto il 25 agosto. È il terzo caso di suicidio assistito tramite servizio sanitario in Lombardia, ma il primo interamente gestito dalla Sanità regionale

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In Lombardia si registra il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dal Servizio sanitario regionale. Si tratta di Domenico Zuccarella, 59enne brianzolo affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva. L'uomo, che da mesi attendeva una risposta dall’Asst Ovest Milanese per accedere al suicidio assistito, è morto il 25 agosto dopo aver ottenuto l'assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo.

Gli altri casi in Lombardia

Secondo quanto riferito dall'associazione Luca Coscioni, Zuccarella è la terza persona in Lombardia ad accedere al suicidio assistito attraverso il Servizio sanitario regionale: prima di lui vi avevano fatto ricorso Serena, 50enne milanese morta a gennaio, e ad aprile una seconda persona nella Bergamasca. Il suo caso si distingue però dai precedenti perché, per la prima volta, la Sanità regionale ha organizzato l'intera fase attuativa della procedura. In particolare, il servizio sanitario ha provveduto all'assistenza sanitaria, al farmaco e alla strumentazione necessari e all'individuazione del luogo nel quale procedere.

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Le lungaggini del procedimento

Zuccarella aveva presentato la propria richiesta all'ASST Ovest Milanese l'8 novembre 2025. Dalla richiesta all'effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane.

 

Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, i legali avevano presentato a fine

maggio un ricorso d'urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse

conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e

che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche

la fase attuativa.

"Sono stanco, non ne posso più"

Dagli atti depositati dall'azienda sanitaria era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l'accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione.

 

La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio, e il 25 giugno l'ASST aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle condizioni di Domenico. Il 23 giugno, in udienza, Zuccarella aveva espresso direttamente al giudice il peso dell'attesa: "Sono stanco, non ne posso più".

L'Associazione Coscioni: "Percorso tracciato"

Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, hanno sottolineato che "Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione. Oggi in Lombardia esiste dunque un percorso concretamente tracciato: dalla richiesta di verifica alla tutela contro i ritardi, fino alla presa in carico della procedura, dell'assistenza e del luogo da parte del Servizio sanitario regionale. Non

soltanto un'affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere piu' chiara per chi verrà dopo".

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