Palio di Siena dell'Assunta, Tittia della Contrada del Nicchio vince l'edizione 2026

Cronaca
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Giovanni Atzeni, detto Tittia, ha centrato il 13esimo successo personale nel Palio, confermandosi il fantino più vincente in attività e arrivando a un solo passo dal leggendario Andrea Degortes detto Aceto, re di Siena in 14 occasioni. All'arrivo brutta caduta per fantino e cavallo, che si sono scontrati con una persona sul campo, con il primo portato in ambulanza all'ospedale di Santa Maria alle Scotte per accertamenti: "È cosciente", hanno fatto sapere i sanitari

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Dopo due giorni di rinvio, tre false partenze e oltre un'ora di mossa, Siena ha il suo vincitore del Palio dell’Assunta, slittato per ben due volte a causa della pioggia. A vincere è stato Giovanni Atzeni, detto 'Tittia', della Contrada del Nicchio: si tratta del suo tredicesimo successo nella competizione, che bissa quello ottenuto lo scorso 2 luglio. All'arrivo però brutta caduta per il fantino e il cavallo, Anda e Bola, che si sono scontrati con una persona sul campo: il cavaliere è stato portato in ambulanza all'ospedale di Santa Maria alle Scotte per accertamenti. I sanitari hanno fatto sapere che è cosciente e che le sue condizioni non destano preoccupazione. Nessun problema, invece, per il cavallo, subito visitato dai veterinari che lo hanno dichiarato in buono stato. Erano passati cinquant'anni dall'ultimo doppio rinvio: a vincere nel 1976, dopo due rinvii per pioggia, fu la contrada Civetta grazie al mitico fantino Aceto, soprannome di Andrea Degortes, vincitore per ben 14 volte, e al cavallo Panezio. Un precedente, seppur molto diverso, risale invece al 1907: il 16 agosto si corse regolarmente il Palio dell'Assunta, vinto dal Bruco, mentre due giorni dopo, il 18 agosto, si disputò un Palio straordinario vinto dalla Lupa.

Nicchio vince dopo 28 anni e si toglie la "cuffia"

La contrada dei Pispini è tortnata al successo dopo 28 anni - l'ultimo risaliva al 16 agosto 1998 - e si tratta della 43esima vittoria del Nicchio. Dopo il successo dell'Aquila del 3 luglio, il Nicchio era diventato la contrada nonna, quella che da più tempo non vinceva, ma oggi si è tolta la "cuffia" dopo appena 47 giorni passandola alla Chiocciola che attende la vittoria dal 16 agosto 1999. Soltanto nel 1794 era accaduto che due contrade si scuffiassero nello stesso anno: Giraffa a luglio e Selva ad agosto. Quella del Nicchio è stata una vittoria senza appello, partito e arrivato primo senza che nessun'altra contrada l'abbia minimamente impensierito durante i tre giri. A tenere con il fiato sospeso piazza del Campo è stata una mossa durata oltre un'ora con continue scaramucce tra le contrade Lupa e Istrice, Oca e Torre. Tre sono state le mosse false e cinque le uscite dai canapi.

13esimo successo per Tittia

Tittia ha centrato il 13esimo successo personale nel Palio, confermandosi il fantino più vincente in attività e arrivando a un solo passo dal leggendario Andrea Degortes detto Aceto, re di Siena in 14 occasioni. Atzeni ha compiuto l'impresa dominando i tre giri di piazza del Campo con Anda e Bola, castrone baio che si è rivelato superiore alla concorrenza: per il cavallo di dieci anni, è il secondo successo al Palio. Tittia, 41 anni, aggiunge un'altra perla a una carriera da record. Nato in Germania, a Nagold, il 13 aprile 1985 da papà sardo e madre tedesca, il fantino costruisce il suo rapporto con il Palio a partire dal 2003, quando a luglio debuttò con la Contrada del Nicchio. Nella sua parabola, ha portato al trionfo una serie di contrade dominando anche altre corse storiche, da Asti a Legnano.

Chi c’era ai nastri di partenza

Interessanti diverse accoppiate ai nastri di partenza. Oltre a Nicchio e Tittia, Jonatan Bartoletti detto ‘Scompiglio’ ha corso con Arestetulesu con Chiocciola. Per la Torre ha corso Giuseppe Zedde detto ‘Gingillo’ su Donrodrigo. La Lupa ha puntato su Dino Pes detto ‘Velluto’ e sul vincente Diodoro, l’Aquila su Carlo Sanna detto ‘Brigante’ e Benitos. Nelle altre Contrade, Sebastiano Murtas detto ‘Grandine’ ha montato Canarinu per la Selva, Federico Guglielmi detto ‘Tamurè’ Ares Elce per l’Istrice e Andrea Sanna detto ‘Virgola’ il dodicenne Viso d’Angelo per l’Onda. L’Oca ha fatto esordire Diamante Sauro con Michel Putzu detto ‘Spago’, mentre la Giraffa ha schierato il debuttante Euskaldi, montato da Elias Mannucci detto ‘Turbine’.

Come funziona

Il Palio di Siena ha origini antichissime: le prime testimonianze documentate risalgono al Duecento, mentre fonti ancora precedenti al XII secolo citano un leggendario “Palio di San Bonifazio”, dal nome del Santo cui era intitolata la cattedrale. Come noto, le Contrade di Siena sono 17, ma soltanto dieci partecipano a ciascun Palio: sette corrono di diritto e tre vengono estratte a sorte pochi giorni prima della gara, secondo un meccanismo pensato per evitare che una Contrada resti esclusa per due edizioni consecutive. A Siena, però, la posta in gioco non si esaurisce nella conquista del Drappellone: le rivalità tra i vari popoli sono talmente profonde che le alleanze e gli aiuti reciproci possono diventare decisivi, soprattutto quando l'obiettivo è impedire al nemico storico di trionfare. Se per i fantini esiste un "mercato delle monte", con le dirigenze che cercano di assicurarsi i più competitivi o, in alcuni casi, quelli più disposti a muoversi senza troppi vincoli, per i cavalli non è invece possibile scegliere: l'assegnazione avviene per sorteggio durante la cosiddetta tratta, che si tiene soltanto pochi giorni prima della gara. A regolare la partenza è il mossiere: nove cavalli si dispongono tra i due canapi, mentre il decimo, la cosiddetta rincorsa, resta fuori. È il suo ingresso a determinare la partenza, con il mossiere che abbassa il canapo anteriore. Una procedura che dovrebbe durare pochi minuti, ma che al Palio può trasformarsi in una lunga partita di strategie, con le contrade impegnate a cercare la posizione più favorevole o a rallentare il via. Lo dimostra quanto accadde nel luglio 1991, quando il generale dei carabinieri Amos Cisi, scelto come mossiere proprio perché estraneo alle dinamiche senesi, dovette rinviare la partenza addirittura al giorno successivo dopo che le manovre delle contrade rivali avevano finito per ostacolarsi reciprocamente. Infine, può accadere che il fantino cada durante la gara: in quel caso il cavallo, detto “scosso”, può proseguire autonomamente la corsa e arrivare alla vittoria. In fondo, l'animale è l'unico elemento davvero estraneo alla rete di rivalità, accordi e strategie che caratterizza il Palio: i senesi li chiamano partiti, ma il cavallo non conosce né alleanze né nemici e continua semplicemente a correre e regalare una gioia agli abitanti delle contrade. 

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