Una passeggiata sulla spiaggia, e sulla battigia un'urna cineraria. È la scoperta fatta da una turista a Marina di Chieuti, nel Foggiano, domenica 16 agosto. Dentro le ceneri di un uomo di circa 80 anni, probabilmente un emigrato italiano che viveva in Germania: a tradirne l'origine, il timbro di un crematorio tedesco. Ora gli investigatori devono capire come il vaso funebre sia finito, dopo un lungo viaggio, proprio lì
C'è chi in spiaggia cerca conchiglie. Una turista, a Marina di Chieuti, ha trovato un'urna cineraria. Domenica 16 agosto, durante una passeggiata lungo il litorale foggiano, la donna si è imbattuta nel vaso funebre abbandonato sulla battigia, in una zona non attrezzata della costa, lontana dal primo lido. A dare l'allarme sono stati alcuni presenti, che hanno avvertito le autorità. Dentro il contenitore, secondo i primi accertamenti, ci sarebbero le ceneri di un uomo di circa 80 anni: con ogni probabilità un emigrato italiano che aveva rifatto la sua vita in Germania.
Il timbro rivelatore
A raccontare l'origine di quelle ceneri è un dettaglio impresso sul contenitore. Un timbro, quello di un centro crematorio tedesco, che avrebbe permesso di risalire al luogo dove sono state trattate le spoglie. Un piccolo indizio burocratico che, per una volta, torna utile: è da lì che gli investigatori proveranno a dare un nome al defunto e a rintracciarne i familiari.
"Sono resti umani, procedura completa"
Sul posto è arrivato anche il sindaco di Chieuti, Diego Iacono, che ha seguito le operazioni con le forze dell'ordine. "Abbiamo avvisato subito il 112", ha spiegato. "L'urna è stata recuperata seguendo tutte le procedure previste, perché dal punto di vista formale si tratta del ritrovamento di resti umani". Il vaso è stato posto sotto sequestro.
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Come è finita lì
Resta la domanda che tiene banco: come ci è arrivata, quell'urna, sulla costa pugliese? Gli inquirenti valutano più ipotesi. Una dispersione delle ceneri in mare finita accidentalmente a riva, magari durante una cerimonia commemorativa. Oppure un abbandono volontario. In entrambi i casi, a fare il resto potrebbero essere state le correnti, che avrebbero trasportato il contenitore fino a Marina di Chieuti. Un ultimo viaggio, forse non voluto, di cui ora tocca agli investigatori ricostruire tappe e destinazione: dove e quando l'urna sia stata affidata al mare, e chi fosse l'uomo di cui custodisce la memoria.