La decisione è stata confermata da un portavoce dell'esecutivo Ue. Bruxelles richiama l'obbligo, per gli eventi finanziati con fondi europei, di tutelare "valori democratici, dialogo, diversità e libertà d'espressione, principi che non risultano rispettati nella Russia odierna"
"A seguito della valutazione giuridica e della raccomandazione della Commissione, l'Eacea, l'Agenzia europea per la Cultura e l'Educazione, ha deciso di interrompere la sovvenzione in corso di 2 milioni di euro a favore della Fondazione La Biennale di Venezia". Lo comunica un portavoce della Commissione Ue, sottolineando che "gli eventi culturali, finanziati con il denaro dei contribuenti europei, dovrebbero salvaguardare i valori democratici, promuovere il dialogo aperto, la diversità e la libertà di espressione - valori che non vengono rispettati nella Russia odierna".
Il caso del padiglione russo
"La cultura in Europa - finanziata con il denaro dei contribuenti - dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna", aveva già sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen. La vicenda del padiglione russo era esplosa in primavera e, nonostante la contestazione del ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Fondazione aveva confermato la scelta di ospitarlo. La struttura non è mai stata aperta al pubblico e la Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le sanzioni europee. Ma la polemica già a marzo era arrivata a Bruxelles. La Commissione europea e l'agenzia Eacea avevano inviato più comunicazioni alla Biennale per ottenere chiarimenti, avvertendo la prosecuzione dell'iniziativa avrebbe potuto comportare la perdita dei fondi. Il 9 maggio, però, la Biennale ha inaugurato con il padiglione russo: una coincidenza con la Festa dell'Europa che ha irrigidito ulteriormente la posizione dei vertici comunitari.