Uccise la madre malata di Alzheimer, assolta: "Colpa dello stress per l'assistenza"

Cronaca

Giuseppina Martin, 67 anni, uccise la madre con un foulard nella notte tra l'8 e il 9 marzo 2025. La donna era imputata di omicidio aggravato dal vincolo di parentela

ascolta articolo

La Corte d'Assise del Tribunale di Arezzo ha assolto Giuseppina Martin, 67 anni, dall'accusa di aver ucciso la madre novantatreenne Mirella Del Puglia, riconoscendo la sua totale incapacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La sentenza è stata pronunciata al termine del processo conclusosi lunedì 13 luglio. Si tratta di una sentenza storica che testimonia e difende lo stress dei caregiver incaricati di seguire un paziente affetto da una malattia, che spesso lamentano il mancato supporto delle istituzioni.

La vicenda

La tragedia risale alla notte tra l'8 e il 9 marzo 2025, quando la donna soffocò la madre, affetta da Alzheimer e da un grave decadimento cognitivo, utilizzando un foulard mentre l'anziana si trovava nell'abitazione di famiglia, in via Fermi a San Giovanni Valdarno (Arezzo). Subito dopo il delitto fu la stessa Martin a contattare le forze dell'ordine, confessando quanto accaduto e chiedendo aiuto. Nel corso dell'ultima udienza ha reso dichiarazioni spontanee davanti alla Corte, esprimendo profondo pentimento: "Non so cosa mi sia successo, chiedo scusa per quello che ho fatto". Ha inoltre raccontato il lungo periodo trascorso accanto alla madre, segnato da un forte carico assistenziale e dalla sensazione di essere stata lasciata sola dalle istituzioni.

Approfondimento

Health, Alzheimer: una sfida sanitaria e sociale sempre più urgente

Le richieste del pm

La donna era imputata di omicidio aggravato dal vincolo di parentela. Il pubblico ministero Giorgio Martano aveva chiesto una condanna a 12 anni di reclusione, ritenendo prevalente il vizio parziale di mente, pur evidenziando come le richieste di sostegno avanzate dall'imputata fossero rimaste senza risposta.

Vedi anche

Caregiver, ddl in Cdm. A chi spetta contributo da 400 euro al mese

La difesa e la sentenza 

La Corte, presieduta dal giudice Annamaria Loprete, ha invece accolto la tesi della difesa, sostenuta dall'avvocata Alessia Ariano. Determinanti sono state le perizie psichiatriche, che hanno evidenziato un grave disturbo da stress post-traumatico legato alle condizioni della madre e al peso dell'assistenza, tale da annullare, secondo i giudici, la capacità della donna di comprendere il significato delle proprie azioni e di autodeterminarsi nel momento del delitto. "È stato un lungo percorso processuale", ha commentato la legale, ricordando gli accertamenti svolti sia in sede peritale sia durante l'incidente probatorio, che hanno portato al riconoscimento dello stato di incapacità. Con la pronuncia di assoluzione, la Corte ha ritenuto che Giuseppina Martin non fosse imputabile al momento dell'omicidio. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Vedi anche

Contributo ai caregiver, ma le risorse sono poche

Cronaca: i più letti