File interminabili sotto il sole delle Dolomiti, con centinaia di turisti bloccati in attesa delle navette da Misurina al rifugio Auronzo. Il caso riaccende il tema del sovraffollamento alimentato dai social, che trasformano scorci accessibili in icone capaci di richiamare flussi sempre più massicci
Ore di attesa sotto il sole per prendere la navetta da Misurina al rifugio Auronzo: la nuova immagine dell'overtourism alle Tre Cime, rilanciata in poche ore da web e social. Le code sono inziate già dal mattino e sono esplose al momento del rientro.
Strada a numero chiuso
Come riporta il Gazzettino, dal 23 maggio la panoramica Misurina-Auronzo è accessibile solo su prenotazione a pagamento. Nella giornata di ieri, la domanda ha superato l'offerta: nonostante un mezzo aggiuntivo rispetto ai sette previsti, le navette non sono riuscite a smaltire il flusso. Nel pomeriggio, tra le 16 e le 17, circa 300 persone sono rimaste bloccate nel piazzale sotto il sole.
Lamentele e disservizi percepiti
Sui social si sono moltiplicate le proteste: tempi di attesa infiniti, autobus fermi in parcheggio, servizio giudicato insufficiente. In realtà i mezzi erano operativi, ma il numero di visitatori ha saturato il sistema. Nelle ultime ore un filmato, pubblicato su Instagram dalla fotografa Silvia Sala, sta facendo il giro del web. Il video mostra la lunga fila di turisti diretti al punto di partenza del giro delle Tre Cime. Centinaia di persone in attesa dell'autobus dal parcheggio di Misurina.
L'effetto dei social sull'overtourism
Il caso riapre il tema del sovraffollamento turistico alimentato dai social. Le icone paesaggistiche nascono spesso da scatti dei fotografi che per primi valorizzano il luogo. Quando queste vedute sono facilmente accessibili diventano mete di massa: i post dei primi visitatori consolidano il simbolo e attirano i nuovi flussi, fino a generare situazioni come quella di ieri alle Tre Cime.