In montagna d'estate con infradito e bermuda, boom di interventi di soccorso

Cronaca

Escursionisti impreparati affollano i sentieri veneti, spesso con abbigliamento e attrezzatura inadeguati, spinti dai social e dalle mete più "instagrammate". Per gli escursionisti illesi i costi del recupero sono elevati, con operazioni che possono superare i 3.000-5.000 euro

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C'è chi affronta percorsi anche impegnativi con scarpe basse, da città, perfino in infradito o Crocs. Molti non hanno idea di cosa sia una mappa e si affidano al cellulare, ignorando che in quota la ricezione è spesso assente. Non manca chi arriva in montagna con abbigliamento da città, se non addirittura da mare. Il boom dei turisti attratti dai luoghi più suggestivi della montagna veneta ha una spiegazione chiara: i social network. Lo conferma all'Agi Giuseppe Sampogna Zandegiacomo, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Veneto. "A ben guardare, non c'è mai una stagione in cui possiamo stare tranquilli ma direi che questa estate è iniziata con un ritmo frenetico, con un netto aumento dei turisti e quindi anche di persone che hanno bisogno di aiuto in montagna - ha spiegato - soccorriamo tante, tante persone, tanti stranieri e tanti escursionisti provenienti da fuori Europa che quindi magari non conosco bene i nostri ambienti". 

Le mete "instagrammate" e gli interventi frequenti

"E dove li soccorriamo? - ha poi proseguito Zandegiacomo - Abbiamo moltissimi interventi al Lago di Sorapis e alle Tre Cime di Lavaredo, luoghi "instagrammati" per eccellenza. Ma sui social tutto sembra facile e accessibile. Soccorriamo tante persone per traumi agli arti inferiori perché invece di scarponcini indossano scarpe basse, magari da città, perché sui social si vede la foto dell'escursionista arrivato, che prende il sole, che si gode il tramonto e tutto sembra facile come una passeggiata in città". E in molti casi: nessuna mappa, nessuna corda, nessuna barretta energetica o sacco a pelo da usare in caso di necessità, nessun fischietto o luce utile per la segnalazione.

Il caso della coppia sopravvissuta sei giorni sulle Dolomiti

Solo pochi giorni fa il Soccorso Alpino ha salvato una coppia marchigiana sopravvissuta senza cibo e riparo per 6 giorni sulle Dolomiti, nella provincia di Pordenone. "Sono persone salvate solo grazie alla caparbietà dei nostri soccorritori che non hanno mai mollato - prosegue - ma loro hanno rischiato tanto, hanno intrapreso un sentiero non agibile e poi perso la traccia. La tecnologia va bene ma serve anche un bagaglio tecnico: un gps ha una normale approssimazione e se 10 metri di differenza su un sentiero piano sono poca cosa, 10 metri in parete sono tantissimi".

Costi del soccorso per gli escursionisti illesi

La legge è chiara: se un escursionista è ferito, il soccorso è gratuito, se è illeso, deve coprire le spese della ricerca. I costi sono elevati: 90/100 euro per minuto di volo di un elicottero e 200 euro di chiamata (e altri 50 euro per ogni ora di ricerca) per le squadre di terra. Un intervento normale può superare i 3.000-5.000 euro di costo, fino a punte di 7.500 euro in caso di chiamata immotivata.

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