Processo Dell'Utri a Milano, oggi la prima udienza per i milioni ricevuti da Berlusconi
CronacaL'ex senatore di Forza Italia e la moglie Miranda Ratti sono imputati per la vicenda dei soldi - milioni di euro - che tra il 2014 e il 2024 sono transitati sui loro conti e non sono stati dichiarati come previsto dalla legge Rognoni-La Torre. Una parte di queste somme è riconducibile a donazioni che l'ex manager di Publitalia ha ricevuto da Silvio Berlusconi: la cifra era stata quantificata in 42 milioni di euro, mentre dopo verifiche e prescrizioni è scesa a 10 milioni e 840mila (che sono sotto sequestro)
Si apre oggi, a Milano, il processo che vede imputati l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda dei soldi - milioni di euro - che tra il 2014 e il 2024 sono transitati sui loro conti e non sono stati dichiarati. Una parte di queste somme, da quanto emerso, sarebbe riconducibile a donazioni che l'ex manager di Publitalia ha ricevuto da Silvio Berlusconi: in un primo momento la cifra era stata quantificata in 42 milioni di euro, mentre dopo verifiche e prescrizioni è scesa a 10 milioni e 840mila euro.
La prima udienza
Oggi, quindi, si tiene la prima udienza davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Durante il processo, i giudici dovranno stabilire se Dell'Utri abbia o meno violato la legge Rognoni-La Torre: secondo le accuse, l’ex senatore non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali e non avrebbe rispettato gli obblighi legati alla sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Nei confronti della moglie Miranda Ratti, invece, è ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni in quanto una parte dei soldi sarebbe transitata sui suoi conti.
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Le accuse
Ad aprile, Marcello Dell'Utri e Miranda Ratti sono stati rinviati a giudizio dalla Gup di Milano Giulia Marozzi. Secondo le accuse, sui loro conti correnti sono transitati - tra entrate e uscite, in un periodo di circa dieci anni tra il 2014 e il 2024 - 42 milioni di euro che avrebbero dovuto essere comunicati alla guardia di finanza. La comunicazione degli incrementi o delle diminuzioni del patrimonio personale, infatti, è prevista dalla legge Rognoni-La Torre tra le misure di prevenzione antimafia ed è obbligatoria per chi viene condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Dell’Utri, in particolare, nel 2014 era stato condannato in via definitiva a 7 anni (poi espiati) e negli anni successivi, sempre secondo le accuse, avrebbe aggirato l’obbligo della comunicazione.
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L’inchiesta
L'inchiesta era stata avviata dalla Procura di Firenze come filone di quella sulle stragi commesse da Cosa Nostra nel 1992-1993 e sui loro possibili mandanti. I soldi dati da Berlusconi a Dell’Utri erano stati quantificati in 42 milioni di euro, tra bonifici, prestiti infruttiferi, operazioni immobiliari e altro ancora. Era stata ipotizzata anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’accusa, infatti, riteneva che quei soldi fossero stati donati dal fondatore di Forza Italia all'amico senatore come una sorta di garanzia di impunità: in sostanza, sempre secondo le accuse, Berlusconi avrebbe comprato il silenzio del suo braccio destro su un suo ipotetico ruolo nelle stragi.
Secondo la difesa, invece, quei soldi sarebbero stati donati per "ragioni d'affetto e d'amicizia". Durante l’udienza preliminare a Firenze, comunque, è stata esclusa l’aggravante mafiosa e il quadro è cambiato: la materia, così, è diventata di competenza milanese. Il procedimento, su richiesta dei difensori, è stato trasferito nel capoluogo lombardo, dove Dell’Utri risiede e dove oggi va a processo per la violazione in sé degli obblighi di rendicontazione posti dalla legge Rognoni-La Torre. Prima del rinvio a giudizio, il pm della Dda milanese Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari del fascicolo, hanno chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel capoluogo fiorentino nel 2024. Dopo verifiche e dopo che una parte delle dazioni è caduta in prescrizione, infatti, la cifra è scesa da 42 a 10 milioni e 840mila euro.