Milano, processo a Dell'Utri per i milioni ricevuti da Berlusconi rinviato al 12 novembre
CronacaL'ex senatore di Fi e la moglie Miranda Ratti imputati per la vicenda dei soldi che tra il 2014 e il 2024 sono transitati sui loro conti e non sarebbero stati dichiarati come previsto dalla legge Rognoni-La Torre. Una parte è riconducibile a donazioni ricevute da Silvio Berlusconi: la cifra, quantificata in 42 milioni, dopo verifiche e prescrizioni è scesa a 10 milioni e 840mila (sotto sequestro). Oggi il processo si è aperto ed è stato subito rinviato, in attesa del deposito di una perizia sulle intercettazioni
Si è aperto oggi ed è stato subito rinviato al prossimo 12 novembre il processo che, a Milano, vede imputati l'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e la moglie Miranda Ratti per la vicenda dei soldi - milioni di euro - che tra il 2014 e il 2024 sono transitati sui loro conti e non sarebbero stati dichiarati. Una parte di queste somme, da quanto emerso, sarebbe riconducibile a donazioni che l'ex manager di Publitalia ha ricevuto da Silvio Berlusconi: in un primo momento la cifra era stata quantificata in 42 milioni di euro, mentre dopo verifiche e prescrizioni è scesa a 10 milioni e 840mila euro (soldi finiti tempo fa sotto sequestro conservativo).
Il rinvio al 12 novembre
Oggi era in programma la prima udienza davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano, presieduta da Giuseppe Cernuto. Il processo, come detto, si è aperto ed è subito stato rinviato al prossimo 12 novembre. Il rinvio, che ha trovato d'accordo anche il pm Pasquale Addesso, è stato deciso perché tra tre mesi è previsto il deposito dell'esito delle perizie disposte sulle intercettazioni nell'udienza filtro davanti al gup Giulia Marozzi. Intercettazioni che provengono dall'inchiesta di Firenze - ora archiviata - sulle stragi e di cui il procedimento in corso a Milano è una costola.
Dell'Utri sarà in aula per rendere la sua versione dei fatti
Francesco Centonze, avvocato che con Filippo Dinacci e Lodovica Beduschi difende Dell'Utri e Ratti, ha annunciato che l'ex senatore sarà in aula per rendere la sua versione dei fatti, anche se non ha specificato quando. Inoltre, i legali hanno preannunciato che alla prossima udienza dovranno porre al collegio alcune questioni preliminari.
Il processo
Dell'Utri e Ratti devono rispondono di omessa dichiarazione lui e trasferimento fraudolento di valori lei. Durante il processo, i giudici dovranno stabilire se Dell'Utri abbia o meno violato la legge Rognoni-La Torre: secondo le accuse, l’ex senatore non avrebbe comunicato le variazioni patrimoniali e non avrebbe rispettato gli obblighi legati alla sua condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Nei confronti della moglie Miranda Ratti, invece, è ipotizzato il reato di intestazione fittizia di beni in quanto una parte dei soldi sarebbe transitata sui suoi conti.
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Le accuse
Ad aprile, Marcello Dell'Utri e Miranda Ratti sono stati rinviati a giudizio dalla Gup di Milano Giulia Marozzi. Secondo le accuse, sui loro conti correnti sono transitati - tra entrate e uscite, in un periodo di circa dieci anni tra il 2014 e il 2024 - 42 milioni di euro che avrebbero dovuto essere comunicati alla guardia di finanza. La comunicazione degli incrementi o delle diminuzioni del patrimonio personale, infatti, è prevista dalla legge Rognoni-La Torre tra le misure di prevenzione antimafia ed è obbligatoria per chi viene condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Dell’Utri, in particolare, nel 2014 era stato condannato in via definitiva a 7 anni (poi espiati) e negli anni successivi, sempre secondo le accuse, avrebbe aggirato l’obbligo della comunicazione.
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L’inchiesta
L'inchiesta era stata avviata dalla Procura di Firenze come filone di quella sulle stragi commesse da Cosa Nostra nel 1992-1993 e sui loro possibili mandanti. I soldi dati da Berlusconi a Dell’Utri erano stati quantificati in 42 milioni di euro, tra bonifici, prestiti infruttiferi, operazioni immobiliari e altro ancora. Era stata ipotizzata anche l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. L’accusa, infatti, riteneva che quei soldi fossero stati donati dal fondatore di Forza Italia all'amico senatore come una sorta di garanzia di impunità: in sostanza, sempre secondo le accuse, Berlusconi avrebbe comprato il silenzio del suo braccio destro su un suo ipotetico ruolo nelle stragi.
Secondo la difesa, invece, quei soldi sarebbero stati donati per "ragioni d'affetto e d'amicizia". Durante l’udienza preliminare a Firenze, comunque, è stata esclusa l’aggravante mafiosa e il quadro è cambiato: la materia, così, è diventata di competenza milanese. Il procedimento, su richiesta dei difensori, è stato trasferito nel capoluogo lombardo, dove Dell’Utri risiede e dove ora è a processo per la violazione in sé degli obblighi di rendicontazione posti dalla legge Rognoni-La Torre. Prima del rinvio a giudizio, il pm della Dda milanese Pasquale Addesso e il procuratore Marcello Viola, titolari del fascicolo, hanno chiesto e ottenuto dal gip Emanuele Mancini la conferma del sequestro di 10 milioni e 840 mila euro già effettuato nel capoluogo fiorentino nel 2024. Dopo verifiche e dopo che una parte delle dazioni è caduta in prescrizione, infatti, la cifra è scesa da 42 a 10 milioni e 840mila euro.