Massimo Ciarelli, 43 anni, è morto la sera del 1° luglio in un incidente al termine di un inseguimento con i carabinieri tra Montesilvano, Città Sant'Angelo e Silvi Marina. Lo scooter su cui viaggiava con un'altra persona non si sarebbe fermato all'alt e sarebbe finito contro un'auto dei militari sulla statale 16. Nel 2012 Ciarelli era stato condannato per l'omicidio di Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio; lo scorso anno aveva ottenuto la semilibertà
Un uomo di 43 anni è morto la sera di martedì 1° luglio lungo la costa adriatica abruzzese, al confine tra le province di Pescara e Teramo, dopo essere finito con lo scooter contro un'auto dei carabinieri al termine di un inseguimento. La vittima è Massimo Ciarelli, pescarese, noto alle forze dell'ordine perché nel 2012 aveva ucciso Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Teramo, i rilievi sono affidati alla polizia stradale.
La fuga in scooter sulla costa adriatica
Tutto sarebbe iniziato intorno alle 20, quando una pattuglia del Radiomobile dei carabinieri di Montesilvano avrebbe intercettato uno scooter T-Max con a bordo due persone che procedeva ad alta velocità in direzione Silvi Marina. All'alt dei militari il conducente non si sarebbe fermato, dando così il via a un inseguimento che ha attraversato più chilometri di litorale, tra Montesilvano, Città Sant'Angelo e Silvi. Nella zona dell'ex "Expo 2000" di Silvi Marina lo scooter avrebbe compiuto un'inversione di marcia all'altezza di una rotatoria, tornando verso sud. In quel punto il passeggero è caduto a terra senza riportare ferite: è stato preso in consegna dai carabinieri.
Lo schianto sulla statale 16
Rimasto solo alla guida, Ciarelli avrebbe proseguito la corsa superando alcune auto contromano fino a trovarsi, sulla statale 16, di fronte a una seconda pattuglia dell'Arma partita dalla stazione di Città Sant'Angelo in supporto ai colleghi. L'impatto frontale, secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato inevitabile e violentissimo. Per l'uomo, sbalzato dallo scooter, non c'è stato nulla da fare: inutili i tentativi di rianimazione praticati a lungo dai sanitari del 118 giunti sul posto con l'ambulanza medicalizzata.
Chi era Massimo Ciarelli: nel 2012 uccise l'ultrà Rigante
Ciarelli, 43 anni, era un volto già noto alla cronaca giudiziaria pescarese. Nel 2012 era stato l'autore dell'omicidio di Domenico Rigante, tifoso del Pescara Calcio, ucciso in un appartamento di via Polacchi, nel capoluogo adriatico. Quella sera Rigante si trovava con il fratello gemello e altri tifosi quando Ciarelli si era presentato con due cugini per quella che le indagini ricostruirono come una spedizione punitiva. Un colpo di pistola sparato al gluteo aveva causato la morte della vittima. Condannato in primo grado a 30 anni, Ciarelli si era visto ridurre la pena a 17 dopo che la Cassazione aveva annullato l'aggravante della premeditazione; nel 2017 la Corte d'assise d'appello di Perugia aveva rideterminato la condanna.
La semilibertà e l'inchiesta della Procura
Dallo scorso anno Ciarelli beneficiava del regime di semilibertà: usciva dal carcere durante il giorno e doveva rientrarvi ogni sera alle 21. L'incidente si è verificato circa un'ora prima di quell'orario. Sulla dinamica dell'inseguimento e dell'urto sono in corso gli accertamenti della polizia stradale di Teramo, sotto il coordinamento della locale Procura. Si dovrà stabilire con esattezza la sequenza delle manovre e i punti esatti in cui è avvenuto il contatto tra lo scooter e il veicolo dei carabinieri.