Caso Regeni, la Presidenza del Consiglio chiede un risarcimento di 2 milioni

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La richiesta, tramite l’Avvocatura dello Stato, è nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio del ricercatore italiano. “Sono stati violati diritti costituzionalmente garantiti", ha ricordato l’organo legale. Anche il legale di parte civile, Giacomo Satta, ha chiesto alla Corte il riconoscimento del danno subito dalla famiglia Regeni. L’avvocata della famiglia Regeni ha definito le richieste di condanna avanzate ieri dal procuratore “un passo importante”

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La Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro nei confronti dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni. La richiesta della Presidenza è stata resa nota tramite l’Avvocatura dello Stato che, nel corso del suo intervento in aula durante il processo a carico degli 007, ha ricordato come "questo crimine abbia colpito profondamente la comunità italiana" e che gli imputati "hanno leso i diritti di tutela della libertà dei cittadini italiani anche all'estero. Sono stati violati diritti costituzionalmente garantiti".

Legale famiglia Regeni: "Richiesta condanne passo importante"

Il processo ai quattro 007 egiziani si svolge nell'aula bunker di Rebibbia. Qui ha preso parola anche l’avvocata Alessandra Ballerini, legale dei genitori del ricercatore italiano che hanno “lottato a mano nude contro il regime egiziano, ma non ha mai perso un briciolo di dignità". Le parole della legale arrivano all’indomani delle richieste di condanna da parte della Procura: un ergastolo e tre a 17 anni e mezzo di reclusione. “Un passo importante, è stata una ricostruzione eccezionale”, ha sottolineato Ballerini prima di iniziare il suo intervento in aula. L’avvocata ha anche ripreso le parole del procuratore Sergio Colaiocco che ieri, nel corso della sua requisitoria, ha mostrato le foto della Tac effettuata sul corpo di Regeni e ha accusato il regime egiziano di aver “scelto di proteggere gli aguzzini” del ricercatore. Una denuncia che, per la legale della famiglia Regeni, "andava detta da quella voce” perché “ancora molti rappresentanti del nostro governo sostengono che il governo egiziano collabora tutte le volte che stringono le mani di qualche ministro o addirittura anche di Al Sisi”.

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Chiesto risarcimento anche per "danno catastrofale" sofferto dal ricercatore

"Tutto il male del mondo non può rimanere impunito”, ha proseguito l'avvocata Alessandra Ballerini nel suo intervento nell’aula bunker. Per la legale, "chi ha immobilizzato, torturato e ucciso Giulio ha annientato la sua dignità e quella di tutti noi". Ma nessuno, ha aggiunto, “deve più soffrire quello che ha sofferto Giulio" e proprio per questo il procedimento rappresenta un'occasione per "sanare ferite in parte inguaribili" e rafforzare la fiducia dei cittadini nei valori della giustizia e della tutela della dignità umana. Oltre a quanto avanzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, anche l'altro legale di parte civile, Giacomo Satta, ha chiesto alla Corte il riconoscimento di un risarcimento per il danno subito dalla famiglia Regeni, con la quantificazione - rimessa ai giudici dell'Assise - del relativo risarcimento e di una provvisionale per il "danno catastrofale" sofferto dal ricercatore, definito vittima di un crimine contro l'umanità.

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