Aveva 39 anni ed era uno dei volti più conosciuti della Polizia locale di Milano. Appassionato di moto e molto attivo sui social, raccontava il suo lavoro tra interventi in strada, salvataggi di animali e riflessioni sul senso della divisa. È morto lunedì sera dopo essere caduto dalla moto durante l'inseguimento di un'auto che aveva forzato un posto di blocco
Aveva 39 anni e tra i colleghi della Polizia locale di Milano era un volto noto, anche per la presenza costante sui social. Francesco Imprezzabile è morto lunedì sera dopo una caduta dalla moto durante l'inseguimento di un'Audi Q7 che aveva forzato un posto di blocco alla periferia sud-est della città. Motociclista per vocazione, sui suoi profili aveva costruito un racconto quotidiano del mestiere, fatto di interventi in strada, salvataggi di animali e riflessioni sul significato della divisa.
Le moto e gli animali
Le due ruote erano il filo conduttore della sua vita professionale: nel reparto motociclisti aveva trovato la dimensione che più gli somigliava, e nelle sue foto le immagini in sella alla moto di servizio si alternavano agli scatti in divisa. Accanto alle moto c'era però un'altra passione, altrettanto presente: gli animali. Cani, gatti e cavalli tornano di continuo nei suoi post, spesso legati proprio al lavoro. A luglio aveva raccontato il recupero di un cane scappato e spaesato, riportato a casa dalla sua famiglia; a giugno il salvataggio di un gattino, con una foto in divisa che aveva raccolto oltre duemila like. "A volte, dietro una divisa, si nasconde molto più di un dovere: c'è umanità, c'è empatia, c'è bellezza", aveva scritto. Lavorare con gli animali, annotava in un altro post, non era solo un mestiere ma "una vocazione".
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Le riflessioni sui social
Proprio i social restituiscono il modo in cui viveva il lavoro. "Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità", aveva scritto il 23 maggio. "Non è un mestiere qualunque: è vocazione, passione e senso del dovere". In un altro post tornava sul rischio quotidiano del servizio in moto: "Sempre in sella, sempre sotto pressione, lo stress è parte del servizio, ma è proprio lì che serve la massima lucidità: un attimo per decidere, e ogni scelta può fare la differenza". Un mestiere, scriveva, che non finisce quando termina il turno, perché una richiesta d'aiuto può arrivare in qualsiasi momento.
Le parole non dette
A poche settimane dalla morte, il 3 giugno, aveva affidato ai social un pensiero di tono più intimo, lontano dalla divisa. "Ci sono parti di noi che non hanno bisogno di essere spiegate. Restano lì, in silenzio, lontane dagli sguardi frettolosi, in attesa di chi sappia osservare davvero", aveva scritto. E ancora una riflessione sulla distanza tra immagine e identità: "Non tutto ciò che sono si vede in una foto. Alcune storie si leggono negli occhi, altre nei silenzi". La distanza più difficile da colmare, annotava, non è quella tra due persone, ma quella tra ciò che si mostra e ciò che si è davvero.
Conosciuto tra i colleghi
Era entrato nella Polizia locale nel 2022, scrive il Corriere della Sera. La notizia della sua morte ha colpito il comando: sul luogo dell'incidente è arrivato anche il comandante della Polizia locale di Milano, Gianluca Mirabelli.