I due magistrati erano accusati di non aver depositato nel 2021 prove ritenute favorevoli agli imputati del processo per corruzione internazionale. Erano stati condannati a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, sentenza confermata nell'ottobre scorso dalla Corte d'Appello di Brescia
La Cassazione ha assolto, con la formula "perché il fatto non sussiste", il pm di Milano Fabio De Pasquale e il giudice Sergio Spadaro, nel procedimento per rifiuto di atti d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta Eni-Nigeria. Entrambi erano accusati di non aver depositato nel 2021 prove ritenute favorevoli agli imputati del processo per corruzione internazionale Eni-Nigeria, poi concluso con l'assoluzione di tutti gli imputati. I due magistrati erano stati condannati a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, sentenza confermata nell'ottobre scorso dalla Corte d'Appello di Brescia.
I legali: "Una sentenza che fa giustizia"
"L'avvocato Fabio Federico e io siamo veramente felici: è una sentenza che fa giustizia di tanti anni di sofferenze". Lo ha detto in una nota l'avvocato Massimo Dinoia, legale dei pm. "Vorremmo rimarcare che le conclusioni del pg della Cassazione sono state totali: ha chiesto infatti l'insussistenza sia del fatto materiale che, in subordine, dell'elemento soggettivo. Più di così non poteva dire".