Il festival interviene dopo le polemiche sull’appello per l’esclusione dello scrittore israeliano. La direzione ribadisce la propria linea: "Non identifichiamo un autore con le scelte politiche del suo Paese". Nevo sarà regolarmente tra gli ospiti
Nessuna modifica al programma e nessuna esclusione. Il Libro Possibile conferma la presenza dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, al centro di un appello che ne chiedeva la rimozione dalla rassegna. La direzione del festival chiarisce la propria posizione e rilancia la centralità del confronto culturale.
La posizione della direzione artistica
"La nostra impostazione non prevede la sovrapposizione tra la figura di uno scrittore e le scelte politiche del suo Paese", ha spiegato la direttrice artistica Rosella Santoro, sottolineando la volontà di preservare uno spazio di dibattito aperto e plurale. Secondo la direzione, il festival intende continuare a valorizzare la complessità dei temi affrontati, evitando semplificazioni e letture riduttive del ruolo degli ospiti invitati.
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Nevo confermato nel programma
Eshkol Nevo resta quindi confermato tra gli ospiti della manifestazione, che da venticinque anni propone incontri letterari e momenti di confronto nelle piazze italiane. La sua partecipazione si inserisce in un programma che, nelle intenzioni degli organizzatori, punta a mettere a confronto sensibilità differenti su temi culturali e sociali.
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Gli altri ospiti e il focus sul Medio Oriente
Nel calendario del festival sono previsti anche interventi di giornalisti e osservatori impegnati nel racconto del conflitto in Medio Oriente, tra cui il capo dell’ufficio di Al Jazeera a Gaza Wael Al-Dahdouh, oltre a Widad Tamimi e Lorenzo Tondo. La rassegna dedica infatti una parte significativa del programma all’approfondimento della crisi nella regione, con l’obiettivo dichiarato di favorire analisi e confronto pubblico.
Il tema di questa edizione
La XXV edizione del Libro Possibile è incentrata su "Discorso all’Umanità", tema che richiama il ruolo della responsabilità culturale e civile nel dibattito contemporaneo. All’interno di questo percorso si inserisce anche il "Discorso alla Pace", spazio di riflessione che coinvolgerà esponenti del mondo ecclesiastico e della cultura, pensato come momento di approfondimento sui conflitti internazionali.