Addio a Carola Frediani, giornalista e divulgatrice esperta di tecnologia e cybersicurezza

Cronaca

È morta a 51 anni dopo una lunga malattia. Tra i suoi libri ricordiamo Dentro Anonymous, Deep Web, Guerre di Rete, #Cybercrime e L’inganno dell’automa (2025), dedicato al rapporto fra intelligenza artificiale, cybersicurezza e immaginario dell’automazione. Nel 2018 ha dato vita alla newsletter Guerre di Rete, uno spazio digitale con oltre 13mila iscritti 

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Era una delle voci più autorevoli sui temi di diritti digitali, cybersicurezza, privacy e geopolitica della Rete. Carola Frediani si è spenta a 51 anni dopo una lunga malattia lasciando un figlio, il marito Luca e un grande vuoto nel mondo del giornalismo tech italiano. Tra i suoi libri ricordiamo Dentro Anonymous, Deep Web, Guerre di Rete, #Cybercrime e L’inganno dell’automa (2025), dedicato al rapporto fra intelligenza artificiale, cybersicurezza e immaginario dell’automazione. Nel 2021 aveva vinto il Premio giornalistico Arrigo Benedetti, nel 2019 il Premio Galilei per la divulgazione scientifica.

L'impegno per i diritti umani

Laurea in Letteratura all’Università di Genova e Master in Italian Literature all’University of Pittsburgh, Carola aveva cominciato la sua carriera da giornalista digitale specializzata in tecnologia all’agenzia giornalistica e multimediale Totem. Nel 2010 ha fondato, insieme ad altri colleghi, l’agenzia giornalistica Effecinque e successivamente ha lavorato a La Stampa, prima occupandosi di social media poi prendendo parte al team Inchieste. Ha scritto di cybersicurezza, privacy, sorveglianza e diritti digitali per varie testate nazionali e internazionali, tra cui Wired, L’Espresso, Agi, Vice. E ha contribuito a tanti approfondimenti anche con la nostra testata proprio grazie all'esperienza maturata in ambito tech. Nel 2018 ha dato vita alla newsletter Guerre di Rete, uno spazio digitale con oltre 13mila iscritti con storie e notizie di cybersicurezza, cybercrimine, cyberspionaggio, sorveglianza, intelligenza artificiale, politica della rete e diritti digitali, spesso con un taglio geopolitico. Ha lavorato nel team di sicurezza globale del Segretariato internazionale di Amnesty International e ha fatto parte del dipartimento globale di sicurezza informatica di Human Rights Watch, una delle più grandi Ong che tutelano i diritti umani nel mondo. 

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