"A nome loro", a Castelvetrano voci e musica contro la mafia
CronacaRettore, Nada, Mario Venuti, Avion Travel, Zen Circus, Mauro Ermanno Giovanardi, Giorgio Canali, Dario Mangiaracina, Shakalab, sono alcuni degli artisti che si sono esibiti nella lunga maratona. Per la prima volta nel cuore di Castelvetrano, la città natale di Matteo Messina Denaro
Al grido “Basta con la Mafia”, dal palco e dalla piazza gremita da migliaia di persone, "A Nome Loro" chiude la sua quarta edizione confermandosi uno degli appuntamenti culturali e civili più partecipati del panorama nazionale dedicato alla memoria delle vittime di mafia. Una lunga maratona di musica, testimonianze, parole e impegno collettivo che ha unito artisti, istituzioni, associazioni e cittadini nel cuore di un territorio simbolico della storia mafiosa italiana.
L’evento, ideato e diretto dalla pianista e compositrice jazz Sade Mangiaracina, nato nel 2023 dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, ha trasformato Castelvetrano in uno spazio di partecipazione, memoria e riscatto civile attraverso la cultura. Numerosi gli artisti che hanno voluto essere presenti in una una giornata intensa di musica e, soprattutto, di riflessione collettiva: Donatella Rettore, Nada, The Zen Circus, Mauro Ermanno Giovanardi, Simona Molinari, gli Avion Travel, Giorgio Canali, i Santamarea, Dario Mangiaracina di La rappresentante di lista, Mario Venuti & Tony Canto, Giulia Mei, Anastasio, Galeffi, Savana Funk, Giuseppe Anastasi, Bungaro/Casarano, Amudi Safa, Leila Shirvani, Canta fino a Dieci, Ernesto Marciante, Shakalab, Chris Obehi, Jerusa Barros, Cico Messina, Claudio Covato, Giuseppe Patti, Gli Asteroidi e il Coro Boy-scout Castelvetrano 1, Simona Malato, Donatella Finocchiaro, Fabio Celenza, Roberto Lipari, I Sansoni e Antonio Panzica.
L’edizione 2026, che è stata presentata da Martina Martorano, Stefania Renda e Gino Castaldo, ha visto alternarsi tanti interventi dedicati all’impegno civile, con le testimonianze di rappresentanti delle istituzioni, familiari delle vittime di mafia, associazioni, giornalisti, magistrati e protagonisti della lotta alla criminalità organizzata, in un dialogo continuo tra memoria e responsabilità sociale.
Presenti il Vicepresidente della Camera dei Deputati On. Giorgio Mulè che ha detto:“Non dobbiamo abbandonare questi luoghi di grande bellezza e non dobbiamo dimenticare da dove veniamo, ma soprattutto dobbiamo avere bene in testa dove andiamo e la direzione l’abbiamo chiara e l’hanno tutti molto chiara”.
C'era anche il componente della Commissione Cultura Camera dei Deputati On. Matteo Orfini che ha sottolineato: “A Nome Loro è un evento straordinario che afferma un principio fondamentale: l’antimafia si fa, sì, con la magistratura e le forze dell’ordine, ma anche con la cultura, la musica e le parole per rompere il silenzio nella quale la materia prospera”.
Luisa Impastato di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato: “Da questo palco siamo a 560 passi dalla casa di Matteo Messina Denaro, una distanza precisa, concreta, che rimanda ai 100 passi tra quella che oggi è Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato e la casa che era del boss Badalamenti. Una distanza breve che però segnava un’enorme distanza tra il potere mafioso del compromesso, del silenzio e della violenza e la ribellione della parola di Peppino. Castelvetrano non deve essere più "la città di Messina Denaro" ma la città dei giovani che resistono”.
Massimo Russo, magistrato del Tribunale dei minori di Palermo e stretto collaboratore di Paolo Borsellino all'inizio degli anni ‘90: “Da Castelvetrano è partito l’esplosivo per via Palestro, dove sono morte cinque persone. Dobbiamo avere il coraggio di dire no alla mafia e dobbiamo scegliere sempre ogni giorno da che parte stare e non riempirci la bocca con la legalità, ma praticarla, perché la legalità costa fatica, significa scegliere quando a volte non è conveniente farlo, diciamo ai ragazzi “la mafia una non è strada che spunta, riappropriamoci del nostro fresco profumo di libertà”.
Francesca Andreozzi della Fondazione Pippo Fava: “Se li chiamiamo eroi, pensiamo in automatico che la lotta alla mafia si possa fare solo se si hanno i superpoteri, e invece no. Mio nonno, poco prima di essere colpito della mafia, disse a degli studenti: 'La bestia immane contro cui dovrete combattere per tutta la vita è terribile, ma dovete combattere'”.
Paola Galuffo di Patto per Restare: “Quando la meritocrazia del lavoro perde il suo valore, ma acquisisce più valore il clientelismo, la raccomandazione, allora è lì che la libertà viene meno e la mafia prende posto in quel vuoto che lasciano ai giovani”.
Attento il pubblico durante gli interventi degli ex rappresentanti della Polizia di Stato Rino Germanà e Marco Mariconda, del giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo, di Peppe Provinzano, Presidente di Comunità Cantieri Culturali Zisa, e delle associazioni Fondazione Falcone, Addio Pizzo, Must 23, Libera Sicilia.
Presenti il Sindaco di Castelvetrano Giovanni Lentini, il sacerdote Don Giuseppe Undari, e i Segretari Nazionali e della Regione Sicilia di CGIL CISL UIL.
“Anche quest’anno Castelvetrano ha dimostrato di essere molto più dei luoghi raccontati per decenni dalla cronaca mafiosa", dice Sade Mangiaracina. "Abbiamo visto una comunità viva, partecipe, capace di riempire le piazze di musica, giovani e speranza. "A Nome Loro" continua a crescere perché cresce il desiderio di costruire una nuova narrazione di questi territori attraverso la cultura, la memoria e la partecipazione collettiva. E mai come quest’anno, a pochi giorni dal sequestro del tesoro nascosto di Mattia Messina Denaro, "A Nome Loro" acquisisce un significato centrale nella costruzione di una coscienza antimafiosa. Ringraziamo tutti gli artisti, le associazioni, le istituzioni, i volontari, le forze dell’ordine, i partner e il pubblico che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione, confermando il valore di un progetto che negli anni è diventato simbolo di impegno culturale e civile contro tutte le mafie".
Con MyHope, anche nel 2026 "A Nome Loro" ha scelto di investire sui giovani artisti, trasformando la musica emergente in uno strumento di memoria, partecipazione e impegno civile. Il contest (1° classificato NICCIA, che ha ricevuto una borsa di studio del CET di Mogol, 2° classificato EDEN e 3° classificato a parimerito WARCO E GIGLIO) che ha ispirato alle parole di Paolo Borsellino “I giovani, la mia speranza”, ha rappresentato un’occasione concreta per dare spazio a nuove voci e costruire un dialogo tra generazioni diverse attraverso la cultura e la musica.
"A Nome Loro" è stato possibile con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, Ministero per lo Sport e i Giovani, Siae, Nuovo Imaie, CGIL-CISL-UIL, Tenute Orestiadi.