L'ex governatore della Regione Puglia era stato condannato in primo grado nel 2021 per concussione ai danni di Giorgio Assennato, ex direttore generale dell’Arpa Puglia. Oggi, la Corte d'Assise del Tribunale di Potenza ha deciso il "non luogo a procedere per intervenuta prescrizione"
L'ex governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, esce dal processo "Ambiente svenduto", sul presunto disastro ambientale causato dall'ex Ilva di Taranto. Nel 2021 Vendola era stato condannato in primo grado a Taranto a 3 anni e 6 mesi per concussione nei confronti di Giorgio Assennato, ex direttore generale dell’Arpa Puglia. La Corte d’Appello di Lecce ha poi annullato la sentenza, trasferendo il fascicolo alla Procura di Potenza.
L'accusa di concussione è caduta per prescrizione
Lo ha deciso oggi il collegio della Corte d'Assise del Tribunale di Potenza, presieduto da Marcello Rotondi, durante la terza udienza dibattimentale del processo in corso di svolgimento nel capoluogo lucano. Per Vendola ed altri 14 è stato deciso il "non luogo a procedere per intervenuta prescrizione". All'ex presidente pugliese era contestato il reato di concussione.
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La quarta udienza dibattimentale è stata fissata per il 5 giugno
Nella precedente udienza dello scorso 8 maggio, i difensori di alcuni imputati avevano chiesto la declaratoria di estinzione di diversi reati e il collegio si era riservato di decidere nella giornata odierna. La quarta udienza dibattimentale è stata fissata per il prossimo 5 giugno. Il processo è ricominciato dall'udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025, dopo l'annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, pronunciato dalla Corte d'Assise d'Appello di Taranto della sentenza di primo grado che il 31 maggio del 2021 aveva portato a 26 condanne per 270 anni complessivi di carcere.