Suicidio assistito, morto in Lombardia uomo malato di sclerosi multipla

Cronaca
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Quello di Christian, 55 anni, è il terzo caso nella regione, il 17esimo in Italia. La notizia della sua morte è stata comunicata dall'associazione Luca Coscioni

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Era malato di sclerosi multipla dal 1999 e lo scorso febbraio ha fatto richiesta per porre fine alle sue sofferenze. Christian, 55 anni, è il terzo caso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia, il 17esimo in Italia. La notizia della sua morte è stata comunicata dall'associazione Luca Coscioni, con il tesoriere Marco Cappato che ha subito rilanciato la raccolta firme, già iniziata, per la legge regionale di iniziativa popolare "Liberi Subito". Norma definita "indispensabile" per garantire "quei tempi celeri richiesti dalla Corte Costituzionale". 

La vicenda di Christian

L'uomo, è stato raccontato, era vittima di dolori insopportabili, dipendeva completamente da chi si prendeva cura di lui e, dopo aver chiesto la verifica delle condizioni per il suicidio assistito, si è autosomministrato il farmaco letale a casa. Era il 18 maggio scorso. "Il suo caso conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna. Ma anche che, quando un'azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà", hanno riferito lo stesso Cappato e la segretaria nazionale della Coscioni, Filomena Gallo.

La situazione in Lombardia

Pur non sostenendo una legge regionale, la Lombardia ha ragionato comunque su una serie di indicazioni procedurali che sono state inviate una decina di giorni fa alle aziende sanitarie. Probabilmente, infatti, il caso di Christian è stato affrontato tenendo conto di queste indicazioni a disposizione degli ospedali, ma anche dei pazienti per conoscere con esattezza i requisiti per accedere al suicidio assistito. Parte del documento è comunque dedicata alle cure palliative e al lavoro da fare per informare chi vuole fare la domanda, che sarà poi esaminata da un collegio di valutazione. La morte può avvenire a casa del paziente o, su sua richiesta, in ospedale, con il Servizio sanitario regionale che fornisce il farmaco letale. Le indicazioni lombarde definiscono anche i tempi, con un massimo di 145 giorni tra la ricezione della domanda e la fine dell'iter.

Il dibattito politico

La storia di Christian, tra l'altro, ha contribuito a ripristinare il dibattito politico sul tema, con Fratelli d'Italia che continua a dirsi contraria al fine vita, specie a livello regionale. Ma la discussione è entrata nel vivo anche a livello nazionale, con un disegno di legge che approderà in Senato per la discussione il 3 giugno prossimo.

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