Pistoia, avvistato un coccodrillo di 2 metri al laghetto di Masiano

Cronaca
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I carabinieri forestali e i vigili del fuoco stanno compiendo una serie di verifiche all'interno del bacino. Se dovesse essere confermata la presenza dell'animale, si parlerebbe di un esemplare di circa due metri che non sarebbe arrivato lì da solo

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I carabinieri forestali e i vigili del fuoco hanno compiuto una serie di verifiche all'interno di un laghetto artificiale, situato in un vivaio di piante ornamentali in località Masiano, alle porte di Pistoia. L'intervento è scattato a seguito della segnalazione da parte di un cittadino, il quale ha riferito di aver notato nell'invaso la sagoma di un rettile, presumibilmente un coccodrillo della lunghezza di circa due metri. Sul posto sono intervenuti tempestivamente anche i veterinari dello zoo di Pistoia per supportare le operazioni e gestire un eventuale recupero dell'animale. 

Nei dintorni del bacino non sono state trovate tracce dell'animale

Della vicenda si stanno occupando i carabinieri forestali, che però al momento non si sbilanciano sulla presenza o meno dell'esemplare esotico. I laghetti dei vivai teoricamente potrebbero diventare habitat di animali come questi. L'unico elemento emerso è che nei dintorni del bacino idrico, nel quale sarebbe stato notato il grosso rettile, non sono state trovate sue tracce. Tuttavia il presunto testimone avrebbe presentato formale denuncia alle autorità. È stato escluso che l'animale possa essere scappato dallo zoo di Pistoia. 

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Il clima locale non è adatto alla sopravvivenza del coccodrillo

Se dovesse essere confermata la presenza dell'animale, secondo le autorità, si parlerebbe di un esemplare di circa due metri che non sarebbe arrivato lì da solo: l'ipotesi è che qualcuno possa averlo importato clandestinamente quando era ancora piccolo e poi lo abbia abbandonato. Una congettura attualmente da considerarsi del tutto remota e che non trova riscontri da parte degli esperti. Il clima locale, pur con il rialzo generale delle temperature terrestri, non è adatto alla sopravvivenza all'aperto di una specie che in natura vive a latitudini differenti, con temperature e condizioni biologiche molto diverse dalle nostre. Va considerato, però, che l'area è densa di serre climatizzate in cui il coccodrillo potrebbe esser stato tenuto. Il laghetto, secondo quanto appreso, sarebbe abbastanza profondo e caratterizzato da acqua torbida e fangosa che di certo non agevola le operazioni di perlustrazione dei forestali a meno che le autorità non decidano di prosciugarlo. L'area in questione resta comunque costantemente monitorata dai carabinieri forestali per escludere ogni possibile rischio. 

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