Scalata alla Lazio, assolti in appello ex Irriducibili perché fatto non sussiste
CronacaPer l'accusa tra il 2005 e il 2006 tre ex storici capi ultrà (Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri) avevano sostenuto il gruppo d'acquisto nato intorno all'ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia, provando a spingere il presidente Lotito a svendere il club sotto minaccia, in cambio di posti nella futura dirigenza. Tutti assolti in appello, con la formula perché il fatto non sussiste, anche Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio
Per quella che, tra il 2005 e il 2006, è stata descritta come la tentata 'scalata' alla Lazio sono stati assolti in appello gli ex ultrà appartenenti agli Irriducibili imputati nel procedimento. Tra questi anche i capi storici Yuri Alviti, Fabrizio Toffolo, Paolo Arcivieri. Tutti assolti, con la formula perché il fatto non sussiste, anche Guidocarlo Di Cosimo, Giuseppe Bellantonio e Fabrizio Di Marziantonio. Secondo l'accusa, i tre avevano sostenuto il gruppo d'acquisto nato intorno all'ex bomber biancoceleste Giorgio Chinaglia, provando a spingere Claudio Lotito a svendere il club sotto minaccia, in cambio di posti nella futura dirigenza. I giudici di secondo grado però hanno assolto i tre ex ultra.
Anche Diabolik
Fra gli imputati capi ultras degli Irriducibili della Lazio accusati di tentata estorsione, c'era anche Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel parco degli Acquedotti e per il quale oggi i giudici hanno dichiarato il non doversi procedere per morte dell’imputato. Nei confronti di Di Cosimo è stato dichiarato inoltre il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per uno dei capi d’accusa. La procura generale alla scorsa udienza aveva chiesto, invece, la conferma delle condanne di primo grado: nel gennaio 2015 erano state comminate condanne da 4 anni e 2 mesi a 2 anni e due mesi.