Secondo i periti incaricati dalla procura di Termini Imerese, l’evento atmosferico della notte del 19 agosto 2024 non è stato di tale intensità da provocare l’affondamento del mega yacht. Vanno quindi avanti le indagini mentre si attende l’esito di un’altra perizia, quella sulla dinamica dell’affondamento
C’era “poco più di un groppo meteorologico, un improvviso aumento della velocità del vento che precede temporali e rovesci” la notte in cui il Bayesian è affondato. A dirlo sono i periti che, su mandato della procura di Termini Imerese, erano incaricati di stabilire la forza dell’evento climatico che ha portato, la notte del 19 agosto 2024, all’affondamento del mega yacht davanti a Porticello, a pochi chilometri da Palermo. Le nuove informazioni emergono dalle anticipazioni della consulenza che declassifica l’evento climatico come non abbastanza intenso da non poter essere gestito.
Colpa di manovre sbagliate dell’equipaggio
Le indagini vanno avanti da oltre un anno e mezzo e ad oggi la tesi è che l’affondamento del Bayesian non sia stato solo colpa della tempesta. Il maltempo c’era, ma non era di intensità tale da provocare l’incidente. Per i periti, dunque, a far colare a picco il veliero sarebbero state le manovre sbagliate dell'equipaggio, la sottovalutazione dell'evento ed alcuni dispositivi di sicurezza che potrebbero non essere stati azionati a dovere. Gli esperti stanno svolgendo analisi e simulazioni per comprendere la dinamica dell’affondamento e se siano state seguite le procedure standard in caso di emergenza.
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L’inchiesta
Nell’inchiesta aperta dalla procura di Termini Imerese, l'ipotesi di reato è quella di naufragio colposo e omicidio colposo plurimo. Gli indagati per il momento sono in 3: il comandante dello yacht di lusso, James Cutfield, e due membri dell'equipaggio. Gli investigatori hanno anche ipotizzato la responsabilità del costruttore del mega yacht, la Perini Navi dell’Italian Sea Group, ma il nuovo procuratore capo di Termini Imerese, Angelo Cavallo, prima di pronunciarsi in merito attende la conclusione della perizia sulla dinamica dell’affondamento.
Le vittime
Erano circa le 5 del mattino del 19 agosto quando l'imbarcazione si è inabissata nel golfo di Palermo. A bordo alcuni dipendenti delle società dell'imprenditore britannico Mike Lynch in viaggio premio o suoi amici e collaboratori: il bilancio è stato di 7 morti e 15 sopravvissuti. Le vittime erano: Recaldo Thomas, cuoco di bordo; Jonathan Bloomer, presidente della Morgan Stanley International; sua moglie Anne Elizabeth Judith Bloomer; l'imprenditore britannico e proprietario dello yacht Mike Lynch; la figlia Hannah Lynch; il legale di Lynch, Chris Morvillo; sua moglie Neda Morvillo