Mario Esposito, 72 anni, era stato accusato dell'omicidio di Giovanni Vatalaro avvenuto nel febbraio 1991 a Crotone. La vittima fu bloccata in auto da due sicari che, utilizzando una paletta finta delle forze dell'ordine, simularono un posto di blocco e lo uccisero a colpi di fucile e di pistola. Per i giudici, l'assoluzione è motivata dalla “inattendibilità dei collaboratori di giustizia” e “un alibi di ferro”
Assolto dalla corte d'Assise di Catanzato per un omicidio di 35 anni fa. È il caso di Mario Esposito, 72enne originario di Isola Capo Rizzuto, accusato dell'omicidio di Giovanni Vatalaro avvenuto nel febbraio 1991 a Crotone. La vittima fu bloccata mentre era in auto con la moglie da due sicari che, utilizzando una paletta finta delle forze dell'ordine, simularono un posto di blocco e fecero scendere Vatalaro, uccidendolo a colpi di fucile e di pistola. Le motivazioni che hanno indotto i giudici all'assoluzione sono “l'inattendibilità dei collaboratori di giustizia” e “un alibi di ferro”.
Il processo
Trentadue anni dopo l'omicidio, Esposito è stato arrestato con l'accusa di essere il responsabile, a seguito delle indagini condotte dalla Dia e dalla Dda di Catanzaro, basate essenzialmente sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Giuseppe Vrenna, Luigi Bonaventura e Vittorio Foschini. Nel corso del processo la difesa, rappresentata dagli avvocati Tiziano Saporito e Nico D'Ascola, ha fatto leva sulle contraddizioni dei pentiti, ritenute insanabili, e sull'alibi dell'imputato che la sera del delitto si trovava a una veglia funebre di famiglia. I difensori hanno inoltre valorizzato ulteriori fonti dichiarative, inizialmente ignorate, che individuavano mandanti ed esecutori diversi da quelli indicati dall'accusa. I giudici hanno accolto le tesi difensive e assolto Esposito, per il quale il pm aveva chiesto la condanna all'ergastolo.