Sono finiti in carcere Cosimo Campo e Anselmo Venerec, rispettivamente di San Giorgio Ionico e Pulsano, nel Tarantino, ritenuti nell'ordine esecutore e mandante dell'uccisione di un piccolo imprenditore edile di Pulsano, Martino Marangia, 50enne, avvenuta ad ottobre 2013 a Pulsano
Due arresti sono stati eseguiti la notte scorsa dai Carabinieri a Taranto con l'accusa di omicidio aggravato dal metodo mafioso e detenzione illegale di arma da fuoco. Si tratta di Cosimo Campo, di 57 anno, e Anselmo Venere, di 57, rispettivamente di San Giorgio Ionico e Pulsano, due Comuni del Tarantino ritenuti nell'ordine esecutore e mandante dell'uccisione di un piccolo imprenditore edile di Pulsano, Martino Marangia, 50enne, avvenuta ad ottobre 2013 a Pulsano. Uno dei due era già in carcere per un'altra operazione eseguita lo scorso dicembre. Gli arresti sono stati effettuati su ordinanza del gip del Tribunale di Lecce e richiesta della Dda di Lecce, competente per territorio. L'indagine ha consentito di riaprire un "caso freddo" del 2013 relativo all'omicidio di un imprenditore edile facendo emergere un movente legato a dissidi e a una precedente violenta aggressione in cui il presunto mandante era stato ferito e umiliato.
Riaperto “cold case” del 2013
Le indagini, coordinate dai pubblici ministero Milto De Nozza della Direzione distrettuale Antimafia di Lecce e Francesca Colaci della procura di Taranto, hanno così fatto luce su una vicenda di 13 anni fa e inquadrare il delitto come una vendetta per una aggressione che Marangia avrebbe messo a segno nei confronti di Venere ben tre anni prima. Nel 2010, infatti, Venere e Marangia ebbero un forte contrasto per alcuni lavori edili nell'abitazione di Venere, esponente di spicco della mala di Pulsano e arrestato lo scorso dicembre nell'ambito di un'altra operazione. Venere avrebbe anche minacciato Marangia, ma quest'ultimo avrebbe reagito. Infatti, durante una spedizione punitiva organizzata da Venere nei confronti di Marangia, questi avrebbe ferito lo stesso Venere e uno dei suoi uomini. Marangia fu poi ucciso ad ottobre 2013. Venne raggiunto da più colpi di pistola in una zona isolata alla periferia di Pulsano, in contrada Rotondelle. Quando intervenne personale del 118, allertato dopo alcune segnalazioni, l'uomo era già deceduto per le ferite multiple riportate. Marangia, emerse allora, fu raggiunto da colpi di arma da fuoco mentre si trovava accanto alla sua auto da persone che probabilmente conosceva. Unica testimone la compagna, che si trovava con lui e che, disperata, lanciò l'allarme. La donna venne però risparmiata dal fuoco di fila, che invece colpì l'uomo.