Numeri in crescita anche per le donazioni. Sale però la percentuale di persone che nel momento del rilascio della carta d'identità elettronica nega il consenso alla donazione degli organi
Il 2025 è stato l'anno record di donazioni e trapianti in Italia. I dati sono stati riferiti dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, durante la presentazione del report preliminare annuale del Centro nazionale trapianti.
I dati
I trapianti nel 2025 sono stati 2.164, con un incremento del 3,2% rispetto all'anno precedente. Le donazioni sono state 4.697 con un aumento dell'1,2% sul 2024. Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone, un dato che porta l'Italia tra i primi Paesi in Europa. Le Regioni che hanno segnato i tassi di donazione più elevati sono stati Veneto, Toscana e Piemonte. "Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti di sempre in Italia", ha detto il Centro nazionale trapianti. Il numero degli iscritti
attivi nel registro Ibmdr (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare) è cresciuto ancora, arrivando a oltre 520 mila. Non sono cambiati molto invece, i numeri che riguardano le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni da parte dei congiunti al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei no è aumentata dello 0,1% toccando il 28,8%.
Aumentano i trapianti di cuore
A segnare l'aumento percentuale maggiore sono stati anche quest'anno i trapianti di cuore, con una crescita di oltre l'11%. Lo scorso anno ha segnato numeri da primato anche per quanto riguarda i tessuti: è stato raggiunto il massimo storico sia per le donazioni (16.825, +5,6%) che per i trapianti (27.351, +2,6%), con risultati significativi in particolare per le cornee e il tessuto muscolo-scheletrico.
Più no a donazione organi sulla carta d'identità
Dall'altra parte, cresce però il numero di coloro che, al momento del rilascio della carta d'identità elettronica, dichiarano di non voler donare i propri organi: si tratta di oltre il 40%, un dato in aumento di circa il 4% rispetto all'anno precedente. Il no arriva soprattutto dai più giovani: persone tra i 18 e i 30 anni.
Il caso di Domenico
"La scomparsa del piccolo Domenico Caliendo è un evento tragico che ha profondamente commosso tutta la comunità nazionale. Quanto accaduto è un fatto di indiscutibile e singolare gravità che va chiarito fino in fondo per rendere il sistema dei trapianti ancora più solido", ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aprendo gli Stati generali della Rete trapiantologica italiana. "Oggi più che mai dobbiamo avere fiducia nei nostri operatori sanitari e nella rete dei trapianti per continuare a mantenere i numeri da record che si sono registrati in questi anni", ha ribadito il ministro.