Nell’incidente del tram numero 9 avvenuto venerdì scorso in via Vittorio Veneto a Milano sono morti i due passeggeri Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky. Tra gli atti investigativi disposti dalla procura di Milano sono stati svolti accertamenti medici ed è stato effettuato il sequestro delle scarpe del tranviere indagato per disastro ferroviario e omicidio e lesioni colposi e plurimi
Proseguono le indagini per stabilire le cause del deragliamento, fissate per stamattina le autopsie su Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, i due passeggeri morti nell’incidente del tram numero 9 avvenuto venerdì scorso in via Vittorio Veneto a Milano. Ieri la procura, alla presenza dei legali del tranviere indagato per disastro ferroviario ed omicidio e lesioni colposi, e della compagna di Favia, rimasta ferita, ha conferito l'incarico ai suoi consulenti. Benedetto Tusa, il difensore del conducente, ha spiegato che il suo assistito è "provato, sta male. È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini" di quello che è accaduto. Per l'esame autoptico, l'avvocato, non ha nominato alcun esperto, riservandosi di farlo quando ci saranno gli accertamenti tecnici sulla scatola nera, sui sistemi di sicurezza e quant'altro. Inoltre, ha aggiunto, il suo cliente gli ha ripetuto "di aver avuto un malore". Tra i quesiti posti dai pm, oltre a quelli per ricostruire le cause della morte, anche uno per accertare se lo straniero abbia o meno segni particolari sul corpo. E questo, si ipotizza, per essere certi della sua identità - dopo lo scambio di persona per il quale è stato dato per morto un ferito - e per proseguire a cercare i suoi famigliari.
Le indagini
Tra gli atti investigativi disposti dalla procura di Milano sono stati svolti accertamenti medici ed è stato effettuato il sequestro delle scarpe del tranviere indagato per disastro ferroviario e omicidio e lesioni colposi e plurimi. Fin da subito, rendendo dichiarazioni spontanee, l'uomo ha spiegato di avere avuto un malore dovuto a un colpo preso all'alluce del piede sinistro mentre stava caricando una carrozzina di un disabile Il risultato di questi approfondimenti medici è stato una contusione al dito, peraltro "nero" a causa di un ematoma, e il distacco dell'unghia per via della botta. Inoltre, per verificare se davvero il tranviere abbia perso il controllo del mezzo per un mancamento, sono state acquisite le cartelle cliniche relative al ricovero in ospedale e sono state sequestrate le scarpe che indossava il giorno della tragedia per verificare se ci siano i segni o meno della sedia a rotelle.
Approfondimento
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La scatola nera e le immagini
Il lavoro per ricostruire la dinamica del deragliamento sarà lungo e complesso e riguarderà, tra l'altro, l'analisi delle immagini scaricate dalle varie telecamere interne ed esterne al veicolo di ultima generazione. Tra queste anche quella installata per inquadrare il guidatore che però, per via delle norme che tutelano i lavoratori, non può registrare nulla durante le ore di servizio, se non in casi eccezionali. Tra qualche settimana, poi, si dovrebbe procedere con gli accertamenti irripetibili sulla scatola nera e sul telefono del dipendente Atm per capire se si sia trattato di errore umano, magari una distrazione, oppure un problema tecnico. Nel pomeriggio di ieri, infine, è stata sentita Flores Calderon, la compagna di Favia, assistita dall'avvocato Stefano Benvenuto. La donna, dimessa dal Fatebenefratelli, è stata convocata in una delle sedi della Polizia Locale, per la sua deposizione. Nel descrivere quegli attimi di terrore, ha raccontato che "il tram andava fortissimo. Poi il caos, urlavano tutti. Meno male che Rudy", con cui avrebbe dovuto sposarsi, "mi ha sostenuto, ho perso conoscenza, perché forse ho preso un colpo e poi non mi ricordo" più nulla.