Il legale della famiglia del bambino, Francesco Petruzzi, ha riferito il parere dell'ospedale Bambino Gesù di Roma, secondo cui il piccolo "non sarebbe più operabile". Secondo l'ospedale Monaldi invece "il bambino è trapiantabile perché è in lista" e "non vi è mai uscito, se non brevemente in passato". Le sue condizioni sono "molto gravi ma stabili", ha riferito la struttura
Il bambino di due anni ricoverato al Monaldi di Napoli con un cuore danneggiato "non è più trapiantabile". A dichiararlo è stato il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, riferendo il parere "dell'ospedale Bambino Gesù" di Roma. Il cuore destinato al trapianto era arrivato "bruciato", dopo essere stato conservato e trasportato nel ghiaccio secco. Ma, secondo quanto riferito da Petruzzi, il trapianto sarebbe stato comunque eseguito. "Al Monaldi pare si siano opposti con fermezza" al parere del Bambino Gesù sulla non trapiantabilità del cuore. L'opposizione verrebbe "dal medico che ha operato il bambino", il quale sostiene che "è ancora trapiantabile e per il momento rimane in lista trapianti". Secondo il legale, "sarà lo stesso medico, che presumo sia indagato, a rioperarlo". Sulla vicenda, sono state iscritte nel registro degli indagati sei persone, tra medici e paramedici.
Il legale: "Per il medico che l'ha operato il bimbo è trapiantabile"
Petruzzi ha poi aggiunto che "ovviamente mi auguro che il Bambino Gesù si sbagli e che il parere del Monaldi sia quello corretto. Però ci sono altre vicende che si vanno intrecciando". Poi ha precisato: "Loro hanno deciso, ce l'hanno comunicato formalmente: sarà lui a rioperarlo. Eventualmente supportato da una equipe del Bambin Gesù".
Monaldi: "Il bimbo è trapiantabile, è nella lista nazionale"
Dopo le dichiarazioni del legale, è arrivata anche la dichiarazione dell'ospedale Monaldi di Napoli. "Il bambino è trapiantabile perché è in lista, secondo il parere del team che si sta occupando della cosa. Non è mai uscito da questa lista, se non brevemente in passato. Le condizioni sono molto gravi ma stabili", ha precisato la struttura.
Le indagini
Tra gli indagati, rientrano i componenti delle equipe che ha effettuato il trapianto a Napoli. Al momento per tutti il reato ipotizzato è "lesioni colpose". Intanto, l'attenzione degli inquirenti intanto si sta anche concentrando sulla decisione di sospendere il servizio trapianti pediatrici adottato dalla direzione dell'ospedale Monaldi dopo la denuncia presentata dai genitori del bambino.
Schillaci: "Verrà fatta chiarezza"
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha assicurato che "verrà fatta chiarezza" sulla vicenda che ha coinvolto il bambino di due anni a Napoli. Schillaci ha risposto ai giornalisti dopo il suo arrivo alla Direzione nazionale di Fratelli d'Italia, in corso al Centro Congressi di via Palermo a Roma. Sulla vicenda sono in corso verifiche per ricostruire quanto avvenuto e accertare eventuali responsabilità.