Omar Favaro rinviato a giudizio con l'accusa di maltrattamenti all'ex moglie

Cronaca
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Un nuovo procedimento giudiziario riporta in tribunale Omar Favaro, oggi 42enne, a 25 anni dal massacro di Novi Ligure. Il tribunale di Ivrea lo ha rinviato a giudizio per una serie di episodi che si sarebbero verificati tra il 2019 e il 2021, dalle minacce alle percosse. Favaro ha sempre respinto le accuse. Il processo, con rito ordinario, inizierà il 19 marzo

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A 25 anni dal massacro di Novi Ligure, nuovo processo per Omar Favaro, 42 anni, l’uomo che nel febbraio 2001, quando era minorenne, uccise con la fidanzata Erika De Nardo la madre e il fratellino di lei con numerose coltellate. Favaro è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Ivrea con l’accusa di maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie. Il processo, con rito ordinario, inizierà il 19 marzo. Le indagini sono partite dalla denuncia della donna che si è costituita parte civile. Gli episodi, una ventina in tutto, si sarebbero verificati tra il 2019 e il 2021, e vanno dalle minacce fino alle percosse. 

Le indagini

La vicenda si è inserita nell’ambito di una causa di separazione dall’ex moglie, conosciuta dopo che l’uomo aveva scontato la pena per il massacro di Novi Ligure. Il rapporto, iniziato intorno al 2015 dopo i primi contatti sui social, aveva portato a un matrimonio e alla nascita di una figlia. Come detto, gli episodi contestati sarebbero una ventina e si sarebbero verificati tra il 2019 e il 2021. Le accuse parlano di insulti, minacce, intimidazioni, soprusi, violenze fisiche e psicologiche, con frasi come "Ti sfregio con l'acido", "Ti riduco su una sedia a rotelle". Nel corso di questo periodo la donna avrebbe chiamato più volte i carabinieri. Al loro arrivo, però, tendeva a minimizzare quanto accaduto, ridimensionando la portata dei fatti. Un comportamento che il suo avvocato ha ricondotto al timore di ritorsioni.
Sarebbero stati gli stessi militari, non convinti, ad avviare gli accertamenti, convocandola in caserma e raccogliendo il suo racconto. Durante le indagini la Procura di Ivrea aveva chiesto il divieto di avvicinamento per Favaro, misura respinta da un giudice per le indagini preliminari. Il tribunale del riesame confermò poi il diniego. 

 

I legali: "Andremo davanti a un giudice terzo e ci difenderemo"

 

All’udienza preliminare di oggi né Favaro né l’ex moglie erano presenti.
L’uomo ha sempre negato tutte le accuse, definendole “calunnie strumentali”.
"Andremo davanti a un giudice terzo e ci difenderemo", hanno commentato i suoi avvocati.

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