Venezia, arrestato presunto assassino di Sergiu Tarna: è un agente di polizia locale

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Si tratta di un agente della Polizia Locale di Venezia di 40 anni immortalato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. La certezza di investigatori e inquirenti è che all'esecuzione "abbia partecipato almeno un'altra persona", ripresa a sua volta nei filmati

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Svolta nelle indagini sull'omicidio del giovane barista avvenuto il 31 dicembre nel Veneziano. La vittima si chiamava Sergiu Tarna, 25 anni, ed è stato rinvenuto senza vita in un terreno agricolo alla Malcontenta di Mira, ucciso da un colpo di pistola alla testa. E' stato fermato oggi il presunto assassino: un agente della Polizia Locale di 40 anni (incensurato, residente a Marghera e a Venezia dal settembre del 2022) immortalato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. "Sicuramente è stata, per le modalità, un'esecuzione. Il colpo è stato sparato in modo ravvicinato e il povero 25enne non ha avuto scampo, è morto sul colpo" ha detto il procuratore vicario di Venezia, Stefano Ancillotto. La certezza di investigatori e inquirenti è che all'esecuzione "abbia partecipato almeno un'altra persona", ripresa a sua volta nei filmati. 

Indagini in corso

Dalle oltre 200 ore di filmati di videosorveglianza visonati dai carabinieri del nucleo investigativo si vede l’agente della locale che la sera del 30 dicembre preleva il giovane barman moldavo da un bar di Chirignago e lo carica a forza nella sua auto. Di lì a poche ore, presumibilmente tra le 2 e le 3 del mattino del 31 dicembre, l’omicidio del giovane moldavo che aveva precedenti come assuntore di stupefacenti. Subito dopo l'omicidio l'agente della polizia locale è fuggito in Spagna, dove pare avesse alcune conoscenze. Secondo la ricostruzione dei carabinieri coordinati dal pm veneziano Christian Del Turco, il 40enne avrebbe fatto una prima tappa a Tenerife, per poi spostarsi a Madrid e infine tornare a Venezia.

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Non trovata l'arma del delitto

Uno degli elementi che hanno portato gli investigatori sulle sue tracce è stata proprio l'assenza dal lavoro per alcuni giorni. Come ha spiegato il comandante provinciale Marco Aquilio nel corso di una conferenza stampa, l'uomo è tornato in Italia nella notte tra il 5 e il 6 gennaio e il padre è andato a prenderlo all'aeroporto. Dopo essersi fatto lasciare in un primo momento nei campi nella zona di Malcontenta di Mira, la stessa in cui è stato ucciso il 25enne di origini moldave, è rientrato presso l'abitazione ed è stato fermato dai carabinieri. Al setaccio le campagne attorno alla zona tra Malcontenta e Mira, dov’è stato trovato il corpo del giovane, alla ricerca della pistola d'ordinanza e del bossolo dell’unico proiettile che ha ucciso il barman. Si sta indagando anche sul movente dell’omicidio, probabilmente legato allo spaccio di droga a Mestre.

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