L'aggressione è avvenuta in viale Sarca. Rapinatore in fuga, indagano i carabinieri. La vittima è stata portata in codice rosso all’ospedale di Niguarda. È grave ma non in pericolo di vita
Un quindicenne è ricoverato in codice rosso all'ospedale Niguarda di Milano per un colpo di coltello al torace ricevuto mentre interveniva per difendere un amico, aggredito da un giovane rapinatore, da loro descritto come nordafricano, che voleva il suo giubbotto. Il fatto è accaduto nel pomeriggio intorno alle 17 in viale Sarca, nei pressi del centro commerciale Bicocca Village. Il quindicenne è grave ma non in pericolo di vita. Il rapinatore è fuggito, ora è ricercato dai carabinieri della compagnia Porta Monforte, che stanno raccogliendo le testimonianze e acquisendo le immagini delle telecamere di sicurezza della zona per rintracciarlo.
Le aggressioni a Milano
A Milano sono diventati frequenti gli episodi di minori che usano il coltello per minacciare o ferire le loro vittime. Uno degli ultimi, particolarmente drammatici, era accaduto a dicembre, in via San Gregorio, in pieno centro nella zona di corso Buenos Aires a Milano, storica via di negozi, ancora affollata di gente che stava ultimando lo shopping natalizio. Un gruppo di ragazzi, quasi tutti minorenni, aveva spintonato un quindicenne e lo aveva derubato di tutto: portafogli, il telefono cellulare e persino scarpe e giubbotto. Poi l'avevano costretto ad andare a uno sportello bancomat per prelevare del denaro. La sua scheda prepagata si era rivelata scarica e l'avevano costretto a chiamare il padre per ricaricarla: "Se non ci metti i soldi lo ammazziamo". L'uomo era riuscito a geolocalizzare il telefono e far intervenire i carabinieri. Erano stati presi in quattro: un ventenne di origini tunisine e tre minorenni, due stranieri e una ragazza italiana di 15, tutti residenti nel Bergamasco. Lo scorso ottobre uno studente di 22 anni della Bocconi era stato ferito in modo grave per rubargli 50 euro: circondato e accoltellato da un gruppo di ragazzi fra i 14 e i 20 anni, In carcere erano finiti tre 17enni e due 18enni, tutti residenti a Monza. In quel caso il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi aveva sottolineato che "la violenza minorile fa segnare una recrudescenza in termini di numeri, ma anche come efferatezza degli episodi".
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