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Ius Scholae, quanti sarebbero i nuovi cittadini italiani se passasse la proposta di legge

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Ius scholae, sale la tensione fra Tajani e Salvini
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Ius scholae, sale la tensione fra Tajani e Salvini
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Il testo di riforma della legge sulla cittadinanza prevede che un minore straniero nato in Italia, che sia risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia e che abbia frequentato regolarmente per almeno 5 anni uno o più cicli scolastici, possa su richiesta ottenere la cittadinanza. Ecco cosa dicono i dati emersi da uno studio di Tuttoscuola 

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Lo Ius Scholae creerebbe oltre mezzo milione di nuovi cittadini italiani in cinque anni. Il dibattito sulla cittadinanza agli stranieri è più vivo che mai e divide anche la maggioranza. Il leader di Forza Italia e vicepremier Antonio Tajani ha aperto alla modifica dei criteri per ottenere la cittadinanza: è “quello di cui ha bisogno il nostro Paese - ha detto - L'Italia è cambiata”. Di parere opposto l’altro vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, secondo cui “non è una priorità, non è nell'agenda di governo”. Giorgia Meloni, dal canto suo, non si è ancora espressa. Intanto però uno studio di Tuttoscuola ha calcolato quanti ragazzi otterrebbero la cittadinanza italiana qualora la proposta di legge venisse accolta. Come rivelano i dati, ''sarebbero circa 560mila, di cui oltre 300mila nel primo anno di applicazione e i restanti nei successivi quattro anni''.

I beneficiari nel primo anno di validità

“Dal momento che gli alunni stranieri in totale sono oggi 935 mila - rivela lo studio di Tuttoscuola - sei su dieci raggiungerebbero la cittadinanza italiana grazie allo Ius scholae nei primi cinque anni di applicazione. Corrispondono a circa il 7% della popolazione scolastica complessiva e all’1,2% degli aventi diritto di voto. L’effetto sarebbe molto diverso sul territorio, con nuovi equilibri: 5 potenziali nuovi concittadini italiani su 6 vivono al centro e, soprattutto, al nord. Meno del 15% nel meridione”. I primi a ottenere la cittadinanza sarebbero i ragazzi iscritti alla terza media e quelli già alle superiori, che avrebbero quindi già superato i cinque anni di istruzione minimi e beneficerebbero “a ritroso” dell’eventuale nuova norma. A questo primo gruppo di beneficiari apparterrebbero anche gli iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) gestiti dalle Regioni. Nell’anno scolastico 2022-2023, gli alunni stranieri senza cittadinanza iscritti all’ultimo anno di scuole medie sono stati quasi 55mila su un totale di 550mila. “Si può stimare, quindi - si legge nel rapporto di Tuttoscuola - che per questo primo gruppo sia questo il numero di stranieri che raggiungerebbero i requisiti per beneficiare dello Ius scholae per il conseguimento della cittadinanza italiana”.

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Circa 310mila "nuovi italiani" in un anno

Il primo anno dopo l’entrata in vigore della possibile nuova norma andrebbe a favore anche degli studenti stranieri della secondaria di II grado che hanno raggiunto negli anni precedenti il requisito di frequenza dei due cicli scolastici (scuola primaria e media). “Sono 217.614 studenti di istituti statali e 4.533 di istituti paritari in quella condizione, per un totale complessivo di 222.147 studenti stranieri che vanno ad aggiungersi ai 54.919 del terzo anno di scuola secondaria di I grado.Vanno infine considerati anche i corsi IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) gestiti dalle Regioni, che accolgono gli alunni dopo la scuola media, e registrano molti iscritti di nazionalità straniera. Si può stimare che complessivamente accolgano circa 35mila giovani stranieri, che si aggiungerebbero quindi a quelli iscritti a scuola. Pertanto se il Parlamento approverà una legge che prevede per gli alunni stranieri l’acquisizione della cittadinanza italiana, secondo lo Ius scholae per l’intero primo ciclo di istruzione (primaria e secondaria di primo grado), ne beneficerebbero nel primo anno di applicazione circa 310 mila ragazzi”. 

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La proiezione a 5 anni

I dati cambiano se si considera l’applicazione della nuova eventuale norma proiettando l’impatto a 5 anni. I successivi 4 anni, spiega Tuttoscuola, “coinvolgerebbero gli studenti iscritti nell’anno scolastico preso a riferimento rispettivamente in seconda media (otterrebbero la cittadinanza nel secondo anno di applicazione della legge), in prima media (terzo anno di applicazione), in quinta primaria (quarto anno di applicazione) e in quarta primaria (quinto anno di applicazione). Dei 262 mila iscritti tra quarta primaria e seconda media si può stimare che una piccola parte (abbiamo ipotizzato il 5%) non raggiunga per vari motivi la terza media”. Così si arriverebbe a 249mila alunni che raggiungerebbero in questo arco di tempo il traguardo della licenza media e quindi della cittadinanza italiana. “In totale nel quinquennio i nuovi italiani grazie all’ipotizzata misura sarebbero circa 560mila".

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