Istruzione, in Italia crescita più lenta della media dei Paesi Ocse

Cronaca

Emanuela Ambrosino

È solo uno dei dati più preoccupanti emersi dal report "Ocse Education at a Glance 2022", la più importante fonte sullo stato dell'istruzione nel mondo

ascolta articolo

Negli ultimi 20 anni in Italia il numero di giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo di istruzione universitaria è cresciuta più lentamente rispetto alla media dei paesi Ocse. Il nostro Paese resta uno dei 12 in cui la laurea non è ancora il titolo di studio più diffuso. Laurea che però in Italia garantisce, in misura minore rispetto agli altri paesi, migliori livelli di occupazione e retribuzione.

I dati sull'istruzione, comparati agli altri paesi del mondo, presentati da Save the Children e Fondazione Agnelli- offrono una panoramica dello stato nel nostro paese della scuola e dell'università. Con un capitolo a parte che analizza l'impatto della pandemia sull'educazione di bambini e ragazzi. Durante la pandemia, anche le assenze degli insegnanti hanno influito sul regolare funzionamento delle scuole, a causa sia dei contagi da COVID-19 sia della quarantena preventiva. In Italia, le assenze degli insegnanti sono aumentate considerevolmente, di oltre il 5%, tra gli anni scolastici 2019/20 e 2021/22.

 

FULL FRAMES ITA
FULL FRAMES ITA

Ombre ma anche luci. Su tutte la percentuale di bimbi fra i 3 e i 5 anni che frequentano la scuola dell’infanzia è al di sopra della media Ocse così come la spesa cumulativa per il singolo studente della scuola dell'obbligo. Mentre siamo decisamente agli ultimi posti per quanto riguarda la spesa per studente universitario.

 

FULL FRAMES ITA
FULL FRAMES ITA

Maglia nera per gli stipendi dei docenti delle scuole primarie e secondarie che rendono sempre di più questo mestiere meno attraente per i neolaureati. Crescono anche i neet, i giovani adulti che non hanno lavoro e non studiano. La quota tra i 25 e 29 anni in Italia dopo il 31,7% durante la pandemia del 2020 è arrivata al 34,6% nel 2021. Restano importanti le differenze tra le lauree. Nel 2021 il tasso di occupazione in medicina e professioni sanitarie era del 89% contro il 69% delle discipline artistiche. E è importante anche il gender gap. Nel 2021 in Italia solo il 31% delle donne in possesso di un titolo d’istruzione inferiore al diploma di scuola superiore erano occupate, contro una media UE del 40%, mentre fra le donne laureate il tasso di occupazione era del 70%, a fronte di una media UE, dell’83%. Per gli uomini, invece, le differenze sono assai meno marcate: si va dal 64% per chi ha un livello d’istruzione inferiore al diploma secondario poco inferiore alla media UE, 66%, al 71% per i maschi laureati con una media UE dell’88%.

In Italia, la spesa pubblica per l'istruzione da primaria a terziaria è stata pari al 7,4% della spesa pubblica totale, un valore inferiore alla media dell'OCSE (10,6%). Inoltre, in rapporto al PIL, il dato della spesa pubblica per l'istruzione da primaria a terziaria (3,6%) è inferiore a quello della media dell'OCSE (4,4%).

Cronaca: i più letti