Anniversario crollo Ponte Morandi, sindaco Bucci: “Genova non dimentica, vuole giustizia”

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Nel quarto anniversario della tragedia, il primo cittadino del capoluogo ligure ha concluso il suo intervento dal palco per la commemorazione delle 43 vittime del crollo dicendo che "il primo pensiero va a chi ha perso la vita e ai loro familiari. Noi saremo sempre vicini ai parenti, scolpiremo nella pietra questa data: il 14 agosto”. Il secondo pensiero va "alla città che ha molto sofferto. Il terzo pensiero va al futuro di Genova e della società civile”

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"Genova non dimentica, Genova vuole crescere, Genova vuole giustizia": così il sindaco del capoluogo ligure Marco Bucci ha concluso il suo intervento dal palco per la commemorazione delle vittime del crollo di ponte Morandi. Dopo aver letto il messaggio inviato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, Bucci ha detto: "Il mio primo pensiero va alle vittime e ai familiari delle vittime. Genova non vuole dimenticare, noi saremo sempre vicini ai parenti di chi ha perso la vita, Genova scolpirà nella pietra questa data: il 14 agosto”. Il secondo pensiero del sindaco va "alla città che ha molto sofferto, soprattutto in questi due quartieri Certosa e Sampierdarena, ma c'è un grande progetto per quest'area, e anche per il memoriale ci sono stati intoppi ma ci rimboccheremo le maniche e lo faremo". "Il terzo pensiero - conclude Bucci va al futuro della città e della società civile, è compito dell'amministrazione proteggere i propri cittadini e fare in modo che non accadano più cose simili" (CHI ERANO LE VITTIME - LA FOTOSTORIA DAL CROLLO AL PROCESSO). 

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Anche il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini ha parlato nel corso della cerimonia per il quarto anniversario dal crollo del ponte. "Il processo per il crollo del ponte Morandi va concluso in tempi rapidi per fare piena luce su quanto successo e individuare chiaramente le responsabilità di tutti a ogni livello”, ha detto. “Auspico che il processo proceda senza interruzioni e ritardi. Per questo ringrazio i magistrati, le forze di polizia e gli uffici del tribunale per l'impegno profuso finora e per quanto verrà fatto per rendere questo auspicio realtà, pur nel rispetto dei diritti di tutte le parti”. Il ministro ha concluso dicendo che "la scelta del governo e del ministero di costituirsi parte civile contro gli amministratori privati e pubblici compresi quelli che allora lavoravano al ministero rende evidente la volontà delle istituzioni di fare piena luce sui fatti e perseguire i responsabili, nessuno escluso, confermando al tempo stesso la vicinanza dello Stato alle vittime".

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Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha invece detto: "Nessuno si dimenticherà quella giornata, la porteremo con noi fino alla fine della nostra vita. Oggi è il giorno del ricordo ma anche della rabbia perché ci dobbiamo ricordare che quel ponte mai sarebbe dovuto crollare. Il tempo non asciuga le lacrime - ha continuato Toti - ma credo che siamo qui anche per analizzare, per comprendere cosa è stato fatto e cosa resta da fare. Per prima cosa manca la verità su quanto successo, la verità giudiziaria che non è rabbia e non è vendetta ma quella verità che ristabilisce un rapporto di fiducia tra i cittadini che hanno subito un torto e le istituzioni e spero che arrivi presto. Poi manca il memoriale ma tutto quello che faremo in questa valle è in qualche modo un memoriale". Poi ha concluso: "Una cosa importante l'ha detta il presidente della Repubblica Mattarella questa mattina. Bisogna che queste vittime abbiano una tutela; non ci sono vittime diverse dalle altre ma ci sono vittime che una grande democrazia ha il dovere di certificare per legge come "diverse". In questo caso la legge che chiedono da sempre i parenti delle vittime deve andare avanti e il timbro del presidente Mattarella spero possa essere un gigantesco sprone al prossimo Parlamento per proseguire su questa strada”.

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