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"La sola colpa di essere nati", il libro di Segre e Colombo alla Maturità: cosa sapere

Cronaca
Ansa/Garzanti

Uno dei temi proposti ai maturandi per l’esame di Stato 2022 è l'analisi di un testo argomentativo, partendo dal saggio pubblicato da Garzanti e firmato da Gherardo Colombo e Liliana Segre. La senatrice a vita racconta la sua esperienza personale nel 1938, dal momento in cui furono emanate le leggi razziali fasciste. La prima conseguenza per lei fu l'espulsione dalla scuola

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Tra le sette tracce uscite alla prima prova scritta della Maturità 2022 (LO SPECIALE - LE FOTO DALLE SCUOLE) c’è anche l'analisi di un testo argomentativo, "La sola colpa di essere nati”, di Gherardo Colombo e Liliana Segre. I maturandi si sono potuti confrontare sul saggio, pubblicato nel 2021 da Garzanti, in cui la senatrice a vita racconta l'espulsione dalla scuola con le leggi razziali, la frequenza in una scuola cattolica "nella quale mi sono trovata molto bene perché le suore erano premurose ed accudenti" e poi lo studio con una signora che andava a darle lezioni a casa (TUTTE LE TRACCE USCITE - LA PRIMA PROVA DELL'ESAME). 

Di cosa parla il libro

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Le 128 pagine del libro partono da quando Liliana Segre aveva compiuto otto anni. Era il 1938 ed erano state emanate le leggi razziali. Alla piccola viene impedito di tornare in classe: alunni e insegnanti di “razza ebraica” sono espulsi dalle scuole statali, e poco dopo gli ebrei vengono licenziati dalle amministrazioni pubbliche e dalle banche, vengono impediti i matrimoni con gli “ariani”, non possono più possedere aziende o scrivere sui giornali. Una deriva tragica che porterà negli anni seguenti alla deportazione nei campi di concentramento, di cui la stessa Segre fu testimone e superstite.

Un saggio a quattro mani

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Come spiega Garzanti nel presentare il volume, “Liliana Segre e Gherardo Colombo ripercorrono quei drammatici momenti personali e collettivi, si interrogano sulla profonda differenza che intercorre fra giustizia e legalità e sottolineano la necessità di non voltare mai lo sguardo davanti alle discriminazioni, per fare in modo che le pagine più oscure della nostra storia non si ripetano mai più”.

Le citazioni simbolo

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"L'espulsione la trovai una cosa assurda oltre che di una gravità enorme - scrive Segre - immaginate un bambino che non ha fatto niente... e da un giorno all'altro gli dicono: sei stato espulso! È qualcosa che ti resta dentro per sempre. Perché? Domandavo. E nessuno mi sapeva dare una risposta... non mi capacitavo”. In un altro passaggio, Colombo scrive, dialogando con Segre: "Per me è molto importante sentirmi sulla tua stessa strada. Perché hai vissuto ciò che io ho solo letto, e perché avendolo vissuto non hai assecondato l’istinto di rispondere all’odio con l’odio”. Il monito, spiegano i due autori, è che “non abbiamo bisogno di eroi, serve però tenere sempre viva la capacità di vergognarsi per il male altrui, di non voltarsi dall’altra parte, di non accettare le ingiustizie”.