Grano tenero, aumenti del 120% in sette mesi

Cronaca

Un rincaro che "non ha eguali" negli ultimi cinquant’anni, spiega il presidente di Federalimentari Ivano Vacondio, e che sta mettendo a rischio la tenuta del comparto

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“Il grano è aumentato del 120%”, ci racconta Ivano Vacondio presidente di Federalimentari. “Una volta il migliore, quello più proteico, si pagava circa 220 euro la tonnellata, adesso costa 450-460 euro la tonnellata”, spiega. Un aumento che "non ha eguali" negli ultimi cinquant’anni, continua ancora Vacondio e che sta mettendo a rischio la tenuta del comparto. L'Italia importa il 60% del grano tenero di cui necessita. Il 4% arriva dall'Ucraina, il 15% dalla Russia. Quantitativi importanti ma non decisivi per il nostro fabbisogno. Ma allora, qual è il problema dell'approvvigionamento del grano sempre più introvabile e sempre più costoso?

Europa a rischio per la catena della logistica in crisi

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“L’Ungheria per un mese e mezzo ha fatto ritenzione”, spiega Vacondio, “poi l’ha fatto la Serbia, ora l’India che è un Paese importante per quel che riguarda l’export. Questo Paese ha bloccato 10 milioni di tonnellate di grano tenero. Quindi noi in Europa, che siamo autosufficienti, anzi, grazie alla Francia siamo il quarto o quinto esportatore al mondo di grano tenero, corriamo rischi di approvvigionamento anche e soprattutto per la catena della logistica che è in crisi e andrà sempre più in crisi”.

L'aumento del costo dell'energia mette a rischio il comparto dei molini

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Per chi ogni giorno ha a che fare con l’import di grano tenero e l’export di farina, i conti si fanno in fretta. I punti di criticità sono tre: il costo del grano anzitutto e la sua reperibilità, poi il trasporto con i costi della logistica triplicati ed infine l'energia. I molini industriali sono aziende energivore e per loro l'aumento del costo dell'energia è un problema che può determinare la loro sopravvivenza.

L'Italia non è un Paese autosufficente

“Noi”, continua Vacondio, “siamo un Paese trasformatore e importatore, non possiamo parlare di autosufficienza dell’Italia in questo settore, non ci sono nemmeno i terreni arabili per renderci autosufficienti. Da sempre siamo stati importatori di grano, sia tenero che duro. Se a questo sommiamo l’altro grande elemento un po' uscito dai radar della cronaca, ma sempre estremamente presente nella nostra quotidianità, che è l’aumento del costo dell’energia sommiamo due elementi che sono devastanti. Noi abbiamo avuto aumenti del 400% rispetto a sei-sette mesi fa”. E mentre il grano duro fa i conti con i cambiamenti climatici che ne stanno causando la crisi, per il consumatore finale che vuole preparare una torta in casa il risultato è che il grano tenero ha raddoppiato il suo costo. E non è detto che sia l'ultimo aumento.

 

 

 

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