Alpini, centinaia di donne denunciano molestie verbali e fisiche dopo il raduno a Rimini

Cronaca
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Per tre giorni l’adunata ha riempito la città con oltre 400mila persone. Il gruppo riminese di Non Una di Meno ha ricevuto centinaia di denunce e testimonianze da parte di donne, soprattutto bariste e cameriere che hanno lavorato all’evento. L’Associazione alpini ha stigmatizzato l’accaduto definendoli però “fisiologici episodi di maleducazione”

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L'adunata degli alpini per tre giorni ha riempito con oltre 400mila persone Rimini e la riviera romagnola. Ma il grande evento si lascia dietro uno strascico: il gruppo riminese di Non Una di Meno, che da anni si batte contro la violenza di genere, ha invitato a denunciare le molestie sessuali ricevute.

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Sono centinaia le persone, soprattutto giovani donne, bariste e cameriere, che hanno raccontato la propria esperienza dichiarando di aver subito molestie verbali e fisiche, spesso da uomini alterati dal massiccio consumo di alcol. Fischi, urla, proposte oscene, con molti uomini che sono arrivati ai palpeggiamenti e alle molestie fisiche. "Abbiamo iniziato a raccogliere e condividere le loro testimonianze e la risposta è stata altissima tanto quanto sconvolgente per il numero e l'intensità delle molestie ricevute”, scrive Non una di meno. “Fischi, cat-calling, minacce e vere e proprie molestie hanno colpito diverse persone colpevoli solo di voler vivere la propria città. Molestie mascherate da goliardia e tradizione che in realtà sono figlie di una cultura patriarcale che vuole donne, persone trans e gender non conforming assoggettate al potere e alla paura, al ricatto e alle minacce in caso di rifiuto".

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L'Associazione nazionale alpini ha diffuso una nota nella quale ha condannato e stigmatizzato questi episodi, “che certo non appartengono a tradizioni e valori che da sempre custodisce e porta avanti", scrivono. Ma al tempo stesso hanno sottolineato “che, dopo gli opportuni accertamenti, risulta che alle Forze dell'ordine non sia stata presentata alcuna denuncia", si legge. "Se ci saranno denunce circoscritte e circostanziate prenderemo provvedimenti, ma al momento non ne risultano", ribadisce il presidente dell'Ana, Sebastiano Favero. L'Ana infine "rileva poi che quando si concentrano in una sola località centinaia di migliaia di persone per festeggiare è quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione, che però non possono certo inficiare il valore dei messaggi di pace, fratellanza, solidarietà e amore per la Patria che sono veicolati da oltre un secolo proprio dall'Adunata". La dichiarazione ha creato ancora più rabbia tra le associazioni e le ragazze che hanno subito molestie, insieme alla mancata condanna dell’accaduto di molti esponenti istituzionali che in questi giorni hanno partecipato o parlato dell'adunata degli alpini. Non è la prima volta che i raduni degli alpini finiscono alla ribalta per le molestie e l’ubriachezza molesta dei partecipanti. Come riporta Il Post, già nel 2018 a Trento moltissime donne avevano denunciato di aver ricevuto molestie dai partecipanti all’adunata. In quel caso, l’Ana aveva espresso solidarietà in un comunicato alle donne vittime di violenza, dissociandosi da simili comportamenti.

“Quello che ho subito dagli alpini è svilente per ogni donna”

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Centinaia le testimonianze raccolte da Non una di meno e affidate ai social. "Fra ieri e oggi - racconta una barista il cui racconto è fra le centinaia raccolte sui social - quello che ho subito dagli alpini è svilente per ogni donna. Un alpino ha provato a leccarmi sulla bocca mentre prendevo un ordine al tavolo. Uno mimava un atto sessuale mentre mi giravo per sparecchiare". Le testimonianze di questo tenore, dicono da Non Una di Meno, sono tantissime. “Ieri sera mentre andavo in bici mi hanno fermata cercando di farmi entrare in un capannone, io sono scappata pedalando più veloce”, ha raccontato una donna. “Faccio la cameriera e tra ieri e oggi è stato surreale il livello di molestie che ho dovuto sopportare. Gente che allunga le mani, cerca di darti baci sulla guancia dopo averti tolto di forza la mascherina, continui apprezzamenti che passano dal ‘sei bella’ a chiederti che intimo indossi, se lo indossi”, è un’altra delle testimonianze raccolte dall’associazione. Nonostante la loro gravità e le dimensioni del fenomeno, è complicato formalizzarle in una denuncia da presentare alle autorità competenti. Non è escluso, tuttavia, che nelle prossime ore gli episodi più gravi verranno raccolti e segnalati, anche se individuare i responsabili sarà difficile.

Guerini: "Comportamenti gravissimi, nessuna tolleranza"

"I comportamenti raccontati da alcune donne sono gravissimi. Episodi che certamente andranno accertati dagli organi competenti, ma che non possono e non devono essere sottovalutati", ha dichiarato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. "Episodi, voglio ribadirlo con forza, che sarebbero all'opposto dei valori degli Alpini e di una manifestazione che è celebrazione di solidarietà, principi e bellissime tradizioni", insiste il ministro. "È sbagliato fare generalizzazioni, ma allo stesso tempo non ci deve essere nessuna tolleranza: le molestie e le violenze non devono mai e in nessun caso trovare alcuna giustificazione e vanno condannate senza esitazioni".

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